Tagli alle Province, da Strasburgo la richiesta di stop

Tagli alle Province, da Strasburgo la richiesta di stop

«Rivedere la politica di progressiva riduzione e di abolizione delle Province, ristabilendone le competenze, e dotandole delle risorse finanziarie necessarie». È quanto contenuto nel rapporto di monitoraggio sulla situazione italiana stilato dal Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa.

Il rapporto è il frutto delle visite del Congresso condotte in Italia, l’ultima lo scorso marzo. Oltre a richiedere un pieno ripristino delle Province, «il cui futuro, dopo la bocciatura del referendum sulla riforma costituzionale lo scorso dicembre, è incerto» il Congresso raccomanda anche di «ristabilire l’elezione diretta per gli organi di governo delle Province e delle città metropolitane» e di «fissare un sistema di retribuzione ragionevole e adeguata dei loro amministratori».

Il riconoscimento delle proprie ragioni per chi ha sempre sostenuto la necessità di dare più forza e non svuotare l’ente Provincia. Non ultimo - e qualche giorno fa parlando dello statuto di palazzo Muzio lo ha ribadito - il presidente Luca Della Bitta che ora accoglie con grande favore le raccomandazioni che arrivano dall’organismo del Consiglio d’Europa.

«Anche l’Europa si accorge di una scelta sbagliata che ha indebolito gli enti locali e resa difficoltosa l’erogazione dei servizi ai cittadini - dice Della Bitta -. Dopo queste raccomandazioni che vanno di pari passo con il grido di dolore di tanti enti in Italia credo che il Governo non possa più far finta di nulla e debba necessariamente rimediare agli errori della Delrio». Che per Della Bitta significa «ridare dignità istituzionale ed economica alle Province anche - se necessario - valutando caso per caso, considerando che non tutte le realtà sono uguali».

Ma l’elezione diretta del presidente e il ripristino di competenze e risorse sono i capisaldi da cui partire. «Spero che questo pronunciamento - ancora Della Bitta - rappresenti l’inizio della fine di questi anni così difficili per le amministrazioni provinciali.

Sono due i passaggi che si impongono ora all’attenzione della politica secondo Della Bitta: il primo, il più immediato, ha a che vedere con l’approvazione della legge di bilancio in discussione in questi giorni e «che - dice il presidente della Provincia - deve cancellare il prelievo forzoso dei fondi degli enti (prelievo che per Valtellina e Valchiavenna vale undici milioni all’anno), il secondo è l’avvio «di un percorso che porti alla cancellazione dei disastri fatti dalla legge Delrio».


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