Superiori in aula da lunedì  Se non arriva la zona rossa
I ragazzi delle superiori non vedono le aule praticamente da tre mesi (Foto by gianatti)

Superiori in aula da lunedì

Se non arriva la zona rossa

ScuolaIl Tar ha accolto il ricorso contro l’ordinanza di Fontana e ha dato il via libera alle lezioni dal giorno 18. Si dovrebbe tornare in aula in presenza (al 50%), a meno che non scatti la zona rossa, al momento molto probabile

Da lunedì 18 gennaio rientro in classe al 50% per gli studenti delle superiori valtellinesi, a meno che la Lombardia non diventi zona rossa.

Un inaspettato - ed ennesimo - possibile cambio di scena che arriva per effetto della sentenza del Tar lombardo, che ha accolto il ricorso del comitato “A scuola” e che ha di conseguenza sospeso l’ordinanza regionale del presidente Attilio Fontana - la numero 676 dell’8 gennaio - che aveva disposto fino al giorno 24 la didattica a distanza al 100% per le secondarie di secondo grado.

Un passo per volta

Ma ripercorriamo le tappe per delineare i contorni di una vicenda che sta tenendo in scacco anche 7.500 studenti valtellinesi, oltre a docenti e presidi. Partendo anzitutto dalla sentenza del Tar della Lombardia che porta la data di mercoledì 13 gennaio, e che dalla sera stessa ha decadere l’ordinanza regionale.

In teoria, da ieri, gli studenti avrebbero potuto rientrare in classe. E sempre in teoria, anche oggi e domani potrebbero fare lezione sui banchi di scuola, che non vedono da quasi tre mesi. Soltanto in teoria, però. A chiedere che la ripresa partisse non da subito ma da lunedì 18 gennaio per motivi pratici e organizzativi sono stati il prefetto di Milano Renato Saccone e Augusta Celada, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale lombardo che hanno scritto al presidente del Tar, dopo un incontro che si è tenuto ieri, al quale hanno partecipato Fontana e la vice presidente, neo assessore al Welfare Letizia Moratti.

Nella lettera si spiegava perché sarebbe stato impossibile partire prima di lunedì: non c’erano i tempi tecnici per riaprire né oggi né domani. È infatti necessario dare il tempo ai presidi e alle aziende di trasporto pubblico locale di organizzarsi per una ripresa in sicurezza.

Anche se, ad onor del vero, per lo meno sul nostro territorio, è da un mese circa che si sta lavorando sulla ipotizzata ripresa in presenza dei ragazzi delle superiori, prevista dal Dpcm di dicembre al 75% il 7 gennaio, poi posticipata all’11 gennaio al 50% dal ministro della Salute Roberto Speranza (con l’ordinanza della vigilia di Natale), per arrivare infine al provvedimento di Fontana, sospeso dal Tar.

Un lavoro, che si è tradotto in un potenziamento dei mezzi di trasporto - una trentina di bus in più -, peraltro calibrato sul rientro al 75% e con i presidi che sulla scrivania hanno piani orari per riprendere al 50 così come al 75%. Insomma in teoria sono sul pezzo.

«La lettera congiunta rappresenta la strada che le scuole saranno chiamate a percorrere – il commento che arriva dall’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio -. Dal prossimo 18 gennaio le istituzioni scolastiche sono invitate a riprendere le lezioni in presenza al 50%, anche se la situazione – si sottolinea prudenzialmente - potrebbe cambiare a brevissimo stante l’emanazione del nuovo Dpcm e gli eventuali atti conseguenti», ma soprattutto vista l’incidenza dei dati epidemiologici in Lombardia il rischio zona rossa.

L’incognita

Già, perché se, come pare probabile, nella nostra regione tornerà il colore rosso, automaticamente si tornerà alla didattica a distanza per superiori, seconde e terze medie. Ma questo lo si vedrà nelle prossime ore.


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