Suore di Mese unite con le Guanelliane  «Una scelta sofferta»
Il vescovo Oscar Cantoni

Suore di Mese unite con le Guanelliane

«Una scelta sofferta»

Due istituti molto radicati nella comunità chiavennasca saranno riuniti alla luce delle scarse vocazioni.

Suore di Mese e suore Guanelliane in cammino insieme. È arrivato ieri dal vescovo di Como Oscar Cantoni l’annuncio della fusione dell’Istituto delle Pie Figlie della Sacra Famiglia - quelle che molti conoscono come le suore di Mese, attive in vari comuni della Valchiavenna – con l’istituto delle Figlie di Santa Maria della Provvidenza, dette Guanelliane.

L’autorizzazione è stata concessa dalla Santa sede a marzo. «Si tratta di due istituti profondamente radicati nel tessuto e nella storia della nostra Chiesa locale, ai quali siamo in modi diversi, ma comunque debitori - spiega il vescovo Cantoni -. Suscitati dallo Spirito Santo nello stesso momento storico a partire da due fondatori, entrambi di origine valchiavennasca, don Primo Lucchinetti e san Luigi Guanella, differenti nei modi, ma animati dallo stesso amore per Dio e per la Chiesa, i due istituti che già erano accomunati da un analogo carisma e operavano in sintonia di intenti, ora si trovano a diventare una cosa sola». «Non si tratta quindi della soppressione dell’uno o dell’altro istituto, ma di una riunificazione a partire dal carisma proprio di entrambi».

Monsignor Cantoni rileva che si è di fronte a una scelta impegnativa e in parte anche sofferta: «che ovviamente nasce dalla scarsità delle vocazioni dell’istituto delle suore di Mese e dalla necessità di garantire alle religiose di poter vivere in maniera degna la loro consacrazione, anche in questi tempi nei quali l’Istituto è formato in prevalenza da religiose anziane». «Ma se fermassimo a questa lettura il nostro sguardo, sarebbe davvero riduttivo – aggiunge il vescovo -. Lo Spirito Santo ha progetti che vanno ben oltre i numeri e le strutture».

Tra le due realtà c’è da tempo un profondo legame, animato anche dal radicamento nel medesimo contesto storico e culturale di riferimento (a partire dalla Valchiavenna) e dalla comune attenzione ai piccoli e ai fragili, ad esempio gli anziani.

«Tra i due fondatori, don Primo Lucchinetti e san Luigi Guanella, era intercorsa una fitta corrispondenza fatta di consigli, interrogativi, aiuti reciproci – sottolineano dalle due congregazioni -. Più volte i due avevano valutato la possibilità di un mutuo soccorso: un obiettivo, potremmo dire con il senno del poi, concretizzatosi oggi». «Ne è scaturito un percorso di reciproca conoscenza che, tappa dopo tappa, ha condotto entrambe le congregazioni a considerare oltre che possibile, proficua una fusione», la considerazione.


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