«Suor Mainetti è ancora più vicina a noi»
La collegiata di San Lorenzo lunedì sera era gremita di fedeli, autorità e religiosi (Foto by Foto Lisignoli)

«Suor Mainetti è ancora più vicina a noi»

Chiavenna, intensa partecipazione alla celebrazione liturgica dopo la traslazione della salma in chiesa. Il vescovo: «In questo luogo ha servito i più deboli e qui i fedeli potranno pregare per lei, seguiamo il suo esempio».

Sono trascorsi quasi diciannove anni dall’uccisione di suor Maria Laura Mainetti, vittima di un mortale rituale satanico la sera del 6 giugno 2000, ma l’affetto dei chiavennaschi nei suoi confronti non è mai venuto meno. In tanti, assieme a numerosi fedeli provenienti dall’intera Valchiavenna e dalla vicina Valtellina, si sono radunati lunedì nella collegiata di San Lorenzo per la solenne concelebrazione che il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, ha presieduto a due settimane dalla traslazione dal cimitero cittadino alla chiesa parrocchiale delle spoglie mortali della religiosa di cui è in corso l’iter per la causa di beatificazione.

«È un giorno di festa e di gratitudine - ha affermato l’arciprete di Chiavenna, monsignor Andrea Caelli, all’inizio del rito -. Suor Maria Laura, Serva di Dio, è ora qui in quella che fu la sua chiesa. Ciò che stiamo vivendo non è un anticipo di beatificazione, ma un atto dovuto vista la fase avanzata del normale cammino che la Chiesa diocesana ha avviato. Questo permette a tutti di venire numerosi sulla sua tomba, pregare e invocare lo Spirito Santo così che la Chiesa “ce la ridoni santa fra i santi, compagna di cammino, efficace educatrice nell’amore”, come scrisse il vescovo Alessandro Maggiolini».

Nei primi banchi dell’aula assembleare gremita, oltre alle autorità civili e militari, le consorelle di suor Maria Laura, le suore della Congregazione delle Figlie della Croce. In presbiterio, accanto al vescovo Oscar, c’erano venticinque sacerdoti: quelli che svolgono un ministero in Valchiavenna, diversi originari della zona, i guanelliani e anche l’arciprete emerito, monsignor Ambrogio Balatti, che con suor Maria Laura ebbe un rapporto di amicizia e di stretta collaborazione.

«La memoria di suor Laura, umile e dolce figlia della Croce, non è venuta meno, in questi anni - ha rimarcato monsignor Cantoni durante l’omelia -. Il suo ricordo è sempre vivo, non solo nella sua Congregazione religiosa, né esclusivamente in questa Comunità parrocchiale, ma si estende in tutta la Valchiavenna, si propaga in tutta la nostra Diocesi di Como, si espande verso tutta l’intera Chiesa. Lo testimoniate voi, presenti, convenuti numerosi questa sera da ogni parte».

Il vescovo Oscar ha poi spiegato la scelta di traslare le spoglie della suora in collegiata. «Perché suor Laura fosse ancor più vicina a noi, e potessimo invocarla davanti ai suoi resti mortali - ha affermato -, abbiamo chiesto e ottenuto che ella riposasse qui, in quella che fu e rimane la sua parrocchia, nella quale ha seguito Gesù con tanto ardore e in nobile semplicità, amando e servendo i suoi fratelli più deboli fino alla fine». Un esempio che può imitare ciascun credente. «Tutti noi, battezzati - ha aggiunto il vescovo Oscar -, siamo chiamati alla santità, che può svilupparsi dentro una esistenza per nulla appariscente».

Come fu per suor Maria Laura, la cui «fama di santità che si sviluppa e cresce», ha spiegato monsignor Cantoni, «è la prova più convincente che essa debba essere additata dalla Chiesa in un prossimo futuro, speriamo non lontano, come modello esemplare per tutto il popolo di Dio. La morte così drammatica di suor Laura non è stata che il coronamento finale di una vita intera, offerta al Signore, totalmente donata a servizio dei fratelli, nei quali il Signore ha voluto identificarsi».

L’esempio di suor Maria Laura, secondo il vescovo Oscar, deve portare ad «onorare e servire la carne di Cristo che sono i poveri, gli infelici, coloro che la società scarta, quelli che il Signore ci invia come profughi da terre lontane, che hanno attraversato, non senza fatica, il deserto e il mare e che chiedono di essere accolti». Oltre che ad avere attenzione per i giovani, alla cui formazione umana e cristiana suor Maria Laura «si è dedicata con grande passione».


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