Sulla tangenziale Spada non si arrende
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Sulla tangenziale Spada non si arrende

Il sindaco di Tirano è stato convocato al ministero delle Infrastrutture per fare il punto sul progetto. «Mancano 60 milioni e vanno trovati al livello statale. È inutile discuterne a livello locale visti i tagli».

Aveva garantito la sua caparbietà in quella che è oggi una priorità per Tirano, ovvero la realizzazione della tangenziale, e il sindaco di Tirano ha ottenuto un primo risultato: la convocazione di una riunione a Roma, al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, mercoledì 4 febbraio alle 12, con oggetto le problematiche relative alla strada statale n.38 variante di Tirano.

Ieri mattina il sindaco Franco Spada ha avuto da parte della segreteria del viceministro, Riccardo Nencini, la conferma dell’incontro al quale parteciperanno, oltre al primo cittadino di Tirano, il sottosegretario agli Esteri, il tiranese Benedetto Della Vedova, il presidente della Provincia di Sondrio, Luca Della Bitta, un rappresentante della Regione e i vertici di Anas. Spada ha preso contatto anche con gli altri due senatori valtellinesi Mauro Del Barba e Jonny Crosio per coinvolgerli sulla tematica della viabilità tiranese.

«Devo ringraziare Della Vedova se si è riusciti ad organizzare questa riunione dalla quale mi aspetto di ricominciare l’iter per il reperimento dei finanziamenti per la tangenziale di Tirano - afferma Spada -. Si sono spese molte parole in questi anni, ma non dobbiamo avere timori a dire che mancano 60 milioni di euro e queste risorse vanno trovate a livello ministeriale. Non serve a nulla ricondurre la discussione a livello locale, viste le difficoltà di tutti gli enti a reperire risorse e anche perché si tratta di un’opera che deve essere realizzata dallo Stato. Già nel caso della tangenziale di Morbegno su 280 milioni di euro di costo, 170 milioni di euro vengono dal grande sforzo del nostro territorio. Gli stessi ribassi d’asta (58 milioni di euro) sono fondi locali, che qui devono restare».

Dunque cosa si aspetta Spada dall’incontro del 4 febbraio? «Cercherò di far partire l’iter burocratico della conferenza dei servizi, che richiede due anni, nonostante in linea generale quest’ultima venga attivata solo quando ci sono le risorse - prosegue -. Risorse che vanno trovate. Il vantaggio è che il progetto della bretella di Tirano è già stato redatto e che, a detta di Anas, è un “obiettivo strategico” dell’Azienda strade stessa per la viabilità valtellinese. Voglio che diventi anche un obiettivo assoluto a livello italiano per Anas. Una volta stabilito il percorso, inoltre, condividerò il progetto con la popolazione, dal momento che si tratta di un’opera che ha un impatto sul territorio. Bisognerà iniziare a riflettere tutti insieme sul futuro di Tirano in chiave urbanistica dopo la realizzazione della tangenziale. È chiaro che è un obiettivo alto, ma la coesione con il territorio c’è e con determinazione proseguo su questa strada».


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