Sul palco e in cielo: il messaggio di speranza di “Fuori dalle Bolle”
Sul palco i Damaspace e il gruppo di genitori Autismi in Valetllina “Fuori dalle Bolle”

Sul palco e in cielo: il messaggio di speranza di “Fuori dalle Bolle”

Concerto e camminata per l’autismo. Nussio: «Due obiettivi: un centro più grande a Sondrio e realizzare qualcosa per questi ragazzi dopo i 18 anni».

Che tosti questi Damaspace (batteria Sebastiano Spagnolatti, basso Matteo Codazzi, chitarra Samuel Fiorini, chitarra Raffaele Curtoni, voce Fabio Corraini). Sabato sera, al don Chiari, con la loro carica musicale hanno fatto dimenticare il motivo per il quale “Fuori dalle bolle”, Gruppo Genitori Autismi in Valtellina – Anffas aveva indetto questa serata: l’autismo. Con le mamme sul palco a cantare e la sala emozionata ad applaudire e a ballare. Con le pile dei telefonini come lucciole nel buio della sala. Un successo centrato con l’etichetta di “Anima fragile”, voluta dai genitori “Fuori dalle Bolle”, gruppo che si è formato da circa un anno e mezzo, con sede nelle ex scuole elementari di Mossini.

I genitori del “Fuori dalle bolle” con Marzia Catelotti (amica dei Damaspace) hanno pensato alla serata e da lì è scoccata questa scintilla: «Ho coinvolto un po’ di conoscenze per locandine, disegni, tutto quello che ruota attorno a un avvenimento del genere - spiega Catelotti - e questa sera siamo stati veramente felicissimi: una serata molto bella, intensa». Guido Mazzoni, presidente Anffas: «Son rimasto senza parole, decisamente; la seconda parte poi... Un’esplosione inimmaginabile». Concerto e “Camminata non competitiva” poi che è seguita ieri con partenza da piazza Garibaldi alle 11 e arrivo alle 12,30 al Policampus, sono stati la parte sondriese della giornata mondiale per la consapevolezza sull’autismo che ricorre domani, 2 aprile. «L’autismo, una malattia nella quale si può migliorare, ma mai guarire – ha detto il dottor Marco Marieni, in maglietta blu “Fuori dalle Bolle” -; Anima Fragile è dedicata all’amicizia tra due ragazzi, entrambi di nome Giacomo (uno affetto dalla malattia)». «Al solito - spiega Emanuela Nussio - la gente, se conosce il problema, è molto generosa e stasera ha proprio “studiato” bene. Attraverso le nostre iniziative raccogliamo fondi per cercare di portare i nostri bambini dal centro di Mossini a uno più grande, a Sondrio: oramai sono oltre 60 i nostri piccoli ospiti (rispetto ai 10 iniziali), c’è bisogno di più spazio. Pensiamo anche di fare qualcosa per questi ragazzi dopo i 18 anni di età: al momento, non c’è niente per loro. L’autismo è una disabilità molto particolare - parola di mamma coinvolta -: non si vede ma può creare tanti disturbi sensoriali, di relazione, che si chiamano “disturbo dello spettro autistico”; che appare sotto forme diverse, ma c’è».

Perché il nome “Fuori dalle Bolle”? Una protesta? Sorriso: «Potrebbe anche essere – risponde divertita Emanuela, che però subito aggiusta il tiro – dobbiamo cercare di tirare fuori dalla “bolla” i nostri bambini e possiamo essere noi mamme a farlo, ma anche tutti quelli che ci girano intorno: compagni di scuola, educatori, parenti». «Alla camminata – ha detto Mirko Paiosa - si sono “allungati” circa 150 camminatori. Arrivati al Policampus, hanno liberato un nugolo di palloncini blu nel cielo». «Atteso ora – conclude Nussio – uno sciame di colombe, il 7 aprile, alla fiera di Colorina».


© RIPRODUZIONE RISERVATA