Sui monti in coppia  ma non fino a tardi   Il Cai spiega le regole
«Ricordiamo che un infortunio produrrebbe molte più criticità rispetto al normale», dice Torti

Sui monti in coppia

ma non fino a tardi

Il Cai spiega le regole

Il presidente Torti in diretta con Barmasse «Solo zone conosciute e sicure, usiamo prudenza Allenamenti veloci, non dobbiamo rischiare infortuni»

Sono ancora tanti i dubbi relativi alle nuove disposizioni previste nella cosiddetta “fase 2”, ma per quanto riguarda l’attività sportiva e motoria, e in particolare il riavvicinamento alla montagna, ci pensa il presidente generale del Cai, Vincenzo Torti, a dare delle importanti risposte, avallate dalle certezze fornite direttamente dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Risposte che sono arrivate nel corso della diretta sul canale Instagram dell’alpinista valdostano Hervé Barmasse, che domenica ha promosso il secondo appuntamento volto a chiarire cosa si potrà e non si potrà fare nelle prossime fasi dell’emergenza sanitaria. La prima conversazione verteva soprattutto sul tema dei rifugi, domenica invece si è parlato di escursioni e non solo.

«Dal 4 maggio è consentito praticare un’attività sportiva o motoria individuale o insieme a una persona convivente, sempre nel rispetto di distanze e, in alcune regioni come Lombardia e Piemonte, con le mascherine (ad eccezione dell’attività sportiva intensa, nda) - ha spiegato Torti -. Il punto importante è che, in risposta al quesito della lettera che ho mandato i giorni scorsi al presidente del Consiglio Conte, l’attività sportiva o motoria in questione può essere praticata con l’unico limite territoriale della regione in cui ci si trova. Altro aspetto importante è che si potrà raggiungere la località nella quale praticarla con mezzi pubblici o mezzi propri». Attività motoria sì, e sì anche alle escursioni, ma no ad intere giornate in montagna.

«Andiamo per il tempo necessario all’attività sportiva o motoria e poi torniamo a casa - ha spiegato il presidente Torti -. Questa è la chiave di lettura corretta in questo momento relativamente a quello che è possibile fare sulle “erre alte” nella cosiddetta “fase 2”».

Il presidente del Cai ha poi voluto fare un appello a tutti gli appassionati della montagna, affinché pongano particolare attenzione alla sicurezza.

«Nelle prossime due settimane - ha affermato - abbiamo da giocare la carta della prudenza, perché da essa dipende l’arrivo di una fase di maggiore apertura e, conseguentemente, l’opportunità di andare verso una stagione in cui potremo fare ciò che desideriamo da tanto tempo. Molti sindaci di località di montagna hanno fatto presente che questo primo periodo servirà innanzitutto per la manutenzione dei sentieri, altrimenti specialmente i meno avvezzi alla frequentazione dei sentieri andrebbero incontro a rischi e pericoli ulteriori».


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