Sugli asili nido siamo in coda, provincia di Sondrio ultima in regione
Nei capoluoghi di mandamento l’offerta più bassa è a Chiavenna

Sugli asili nido siamo in coda, provincia di Sondrio ultima in regione

È la zona con la minor disponibilità di posti e con un’alta percentuale di Comuni privi del servizio.

Sugli asili nido la provincia di Sondrio resta indietro rispetto al resto della Lombardia. Valtellina e Valchiavenna sono infatti il territorio con la minor disponibilità di posti al nido e con un’alta percentuale di Comuni privi del servizio: a dirlo è una ricerca realizzata da Openpolis e dalla onlus “Con i bambini”, che partendo dai dati Istat hanno analizzato, regione per regione, la percentuale di bambini da zero a tre anni che possono accedere ai nidi, raffrontandola con l’obiettivo del 33% fissato dall’Unione europea già diversi anni fa, nel 2002.

Fra le regioni del Nord Italia la Lombardia risulta l’unica a non aver aumentato l’offerta dal 2013 al 2016, segnala il report diffuso in questi giorni, con la percentuale di offerta rimasta esattamente uguale: nello stesso periodo, in Valle d’Aosta si è registrata una crescita del 13,2%, in Trentino Alto Adige dell’8,1% e in Veneto del 3,1%. La media regionale della disponibilità di posti nelle strutture per la prima infanzia si colloca comunque al di sopra del dato nazionale, con il 28% a fronte del 24% calcolato sull’intero territorio italiano. Fra le province, in cima alla classifica c’è Milano, che supera il “traguardo” dell’Unione europea con il 36,3%, seguita da Bergamo, Monza e Pavia, anch’esse con un’offerta di posti nei nidi e di servizi per la prima infanzia superiore alla media regionale. Inferiore alla media regionale e nazionale è invece il dato di Valtellina e Valchiavenna, come detto: 17,8 posti al nido disponibili ogni cento bambini, a livello provinciale.

A Lecco, invece, si registra una media di 26,4 posti per 100 bambini, con un servizio «diffuso in buona parte del territorio». Il dato medio di Sondrio risulta comunque da una situazione molto variegata fra i diversi centri del territorio: il capoluogo infatti supera senza problemi il “target” europeo, mentre i centri più piccoli fanno più fatica a fornire questo tipo di servizi per i piccoli fino a tre anni.

Su questo elemento si sofferma anche il report di Openpolis e Con i bambini, presentando i dati delle province lombarde: «I Comuni capoluogo – si legge nell’indagine pubblicata sul sito di Openpolis - si distinguono per coperture ampiamente sopra la media. E nelle province con l’offerta media più bassa, il divario rispetto al capoluogo tende ad aumentare. I Comuni montani registrano un’offerta tendenzialmente inferiore a quella degli altri territori».

Per fare qualche esempio, in Valle fra i capoluoghi di mandamento la disponibilità più bassa si registra a Chiavenna, con 16 posti ogni 100 bambini. A Morbegno il report segnala invece la presenza di 17 posti ogni 100 bimbi, con il 10,2% di disponibilità nelle strutture pubbliche e il 6,8% nei nidi privati. Tirano supera invece l’obiettivo del 33%, con 37,5 posti disponibili ogni 100 bambini, in maggioranza nelle strutture private, mentre Bormio si allinea sostanzialmente alla media nazionale, con il 24,5% di copertura.

Sempre secondo i dati Istat 2016 analizzati da Openpolis e Con i bambini, in Valle sono 54 su 77 i Comuni che non dispongono di asili nido, né pubblici né privati, e che finiscono quindi in coda alla classifica con “zero” nella casella dei posti disponibili. Non sono i soli, in Lombardia, anzi: nel report risultano oltre seicento Comuni in regione che non offrono il servizio.


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