Studio e lavoro. All’istituto Pinchetti   si fa tutto sul serio
il rapace appollaiato sullo schienale di una sedia

Studio e lavoro. All’istituto Pinchetti

si fa tutto sul serio

Offerta ampia rivolta agli studenti tiranesi

Uno specifico percorso operativo per ogni indirizzo

E per tutti le conferenze a carattere scientifico

Alcune classi, prima di tutto, capiranno come funziona un processo penale con l’aiuto di un avvocato e poi, in tribunale a Sondrio, assisteranno ad un’udienza grazie alla collaborazione e presenza del presidente del tribunale di Sondrio Pietro Della Pona, del giudice Antonio De Rosa, del capo della Procura Claudio Gittardi, degli avvocati Francesco Romualdi e Michele Diasio.

Altre classi, invece, avranno l’opportunità di fare un’esperienza direttamente nelle università di Como, Pavia e Milano nelle facoltà di Chimica, Fisica e Giurisprudenza. Altre ancora faranno un tirocinio all’archivio e museo di Bormio su metodo e ricerca, nelle biblioteche, negli uffici comunali, nelle banche, nelle aziende locali.

Grosso lavoro quello che l’istituto di scuola superiore Pinchetti di Tirano ha avviato per l’alternanza scuola lavoro, obbligatoria per le classi terze e quarte di tutti gli indirizzi, che è già partita in molte classi. «L’idea di fondo è di avviare un percorso utile per il futuro professionale degli studenti, di farli uscire dal loro territorio abituale e inserirli nel mondo di lavoro - spiega la dirigente, Rossana Russo -. Peraltro nella riforma della scuola ci sarà sempre maggiore spazio all’alternanza, per cui bisogna pensarla in maniera efficace. Gli studenti dell’ex ragioneria, ad esempio, parteciperano al progetto “Partecipazione ad un processo” con l’accompagnamento e la preparazione dei loro professori di diritto. Una conoscenza, quella giuridica, imprescindibile per molti sbocchi lavorativi futuri». Nel liceo Scientifico il tema è il metodo scientifico che prevede un’esperienza in università dal prossimo mese di giugno, in rete anche con gli ex studenti del Pinchetti che collaborano per gli alloggi. Il filone scelto per il liceo delle Scienze umane è la relazione per cui gli studenti sono inseriti nelle scuole primarie e secondarie di primo grado dove affiancano gli scolari e tengono lezioni. Possibili attività anche con le comunità di indirizzo sociale. Super organizzate le scuole professionali che, da anni, collaborano con le ditte del territorio nei vari settori.

Temi diversi

«Abbiamo organizzato una serie di incontri direttamente a scuola su vari temi - afferma la professoressa Angela Chindemi -. Abbiamo ospitato Gabriele Antonioli che ha parlato di testi antichi e codicologia, ieri Bernardo Pedroni ha incantato con i suoni degli animali. Il 10 dicembre il geologo Simone Angeloni parlerà di studio della terra e terremoti, in seguito Emanuele Mambretti dei dialetti e delle leggende valtellinesi. E ancora tratteremo di pianeti extra solari, della Valtellina del 1857, di tolleranza religiosa nel mondo antico e di legalità con il magistrato Nicola Gratteri».

Nel frattempo la scuola sta organizzando gli open day per farsi conoscere. Il primo sarà il 3 dicembre (dalle 14,30 alle 17,30) nelle due sedi di via Monte Padrio e Lungo Adda; il secondo il 14 gennaio al mattino con una modalità nuova: saranno formate classi in base agli indirizzi scelti e si terrà la simulazione di una mattina di lezione.

C’è stato anche un alunno speciale, ieri mattina, in aula magna al Pinchetti: un gufo reale che si è appollaiato in mezzo agli studenti rimasti senza parole per lo stupore. Lezione originale quella proposta nell’istituto tiranese dove Bernardo Pedroni, direttore dell’Osservatorio eco-faunistico di Aprica, e il suo collaboratore Lorenzo Della Moretta, hanno parlato di animali. Pedroni ha raccontato curiosità e fatto ascoltare le vocalizzazioni di alcune specie. Protagonista della mattina un gufo reale di 9 anni, nato in cattività all’Osservatorio e utilizzato a fini didattici e per dimostrazioni di volo. «Il gufo reale è il più grande dei rapaci notturni, vive in Valtellina nella fascia dei castagneti - ha spiegato il biologo -. La femmina pesa 2,8 chilogrammi e ha un’apertura alare di un metro e mezzo, il maschio pesa 1,8 kg e ha un’apertura alare di oltre un metro. L’arma vincente del gufo reale è silenziosità del volo grazie alla forma sfrangiata di penne e ali».

Con due occhioni attenti, il gufo reale ascoltava i comandi di Pedroni, senza timore: «Quando è in mezzo a tante persone si sente tranquillo se è sull’appoggiatoio o sul pugno mio o di mia moglie Luisa». Della Moretta ha parlato e mostrato alle classi anfibi, salamandre, rospi e tritoni. «Questi incontri, che vogliono sensibilizzare i ragazzi sulla conoscenza e amore per gli animali, fanno parte del progetto “Sistema parchi” di Regione Lombardia inserito nell’attività didattica del Parco delle Orobie Valtellinesi».


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