Studente contagiato  Controlli sui compagni

Studente contagiato

Controlli sui compagni

Valdidentro - Trasferito a Lecco il ragazzo risultato positivo al virus

Apprensione in paese, il sindaco: «Ore e ore senza sapere cosa fare»

Sta meglio il ragazzo di 17 anni di Valdidentro risultato positivo al Coronavirus. Ieri pomeriggio è stato trasferito a Lecco, in osservazione, ma il quadro clinico è orientato all’ottimismo.

Per tutta la giornata di ieri, l’Alta Valtellina è rimasta sotto scacco. Snervante l’attesa della conferma della positività o meno al Coronavirus del ragazzo, sottoposto a tampone sabato a mezzogiorno, dopo aver accusato febbre al rientro dalla settimana trascorsa a Codogno (Lodi), dove frequenta l’istituto di Agraria, al pari di altri sette studenti che risiedono nei Comuni della zona. Oltre a Valdidentro, interessati Valfurva, Bormio, Livigno e Sondalo.

A serata inoltrata di sabato, né i familiari, né il sindaco di Valdidentro, Massimiliano Trabucchi, erano ancora a conoscenza dell’evolversi della situazione, nonostante voci insistenti, ancorché non confermate, davano per scontato l’esito positivo. Impossibile darne conto, però, in assenza di una conferma giunta solo nella tarda mattinata di ieri.

Da quel momento in poi, è stata un’escalation di riunioni, a tutti i livelli, istituzionali e sanitari, per predisporre le azioni da compiere nell’immediato a tutela del ragazzo contagiato, degli altri studenti provenienti da Codogno e della popolazione dell’Alta Valle.

Massima attenzione, innanzitutto, al 17enne trovato positivo al Covid 19 e alla sua famiglia che, alle 11,15 di ieri, è stata contattata dall’Ats della Montagna.

Mentre gli altri studenti residenti in Alta Valle e provenienti dall’istituto Agrario di Codogno, entrati in contatto, a vario titolo, con il ragazzo ricoverato a Lecco (alcuni sono tornati in treno con lui), sono stati censiti dall’Ats della Montagna, col supporto dei sindaci dei rispettivi Comuni, e sottoposti, da prassi, a tampone, anche se nessuno di loro sembra evidenziare sintomi influenzali di alcun tipo. Un atto dovuto, una misura precauzionale, che va di pari passo con quella che li vuole osservare la massima cautela nei rapporti e nei contatti verso l’esterno, almeno fino al responso ufficiale del test effettuato.

Un cordone sanitario, introdotto per garantire la massima protezione possibile alla popolazione dell’Alta Valtellina, molto provata da questa emergenza sanitaria.


© RIPRODUZIONE RISERVATA