«Stress da Covid, come fare a superarlo»

«Stress da Covid, come fare a superarlo»

Piateda Gli psicologi Taloni e Scieghi a un incontro: «Imparare ad accettare i limiti per battere la frustrazione

«Dobbiamo entrare in una dimensione di accettazione dei limiti e di gestione della frustrazione. Dobbiamo cercare di trovare soluzioni, di riflettere su quello che siamo capaci di fare e metterlo in campo».

Il suggerimento è venuto da Laila Taloni, psicologa, e Walter Scieghi, psicologo e psicoterapeuta, ospiti dell’incontro “Gestione dello stress e resilienza” che si è tenuto on line, giovedì sera, per iniziativa di Comune di Piateda, biblioteca e Officina delle idee.

Aumento dei disagi mentali

Taloni è partita dai dati: «Il periodo particolare che stiamo vivendo ha portato ad un aumento dei disagi mentali e psicologici – ha esordito -. Questo secondo mini-lockdown, che ha avuto restrizioni importanti, ha prodotto una crescita del disagio in tutte le fasce della popolazione, dai bambini agli adulti, con un aumento del 60 per cento dei disturbi comportamentali, del sonno, dell’alimentazione e della condotta. I bambini sono più difficili da gestire, spesso sono aggressivi, fanno fatica a dormire, mangiano troppo o in modo sregolato per riempire il momento di vuoto o di noia. Nei ragazzi si sono registrati disturbi legati all’uso massiccio degli schermi e delle tecnologie per fare lezione diverse ore al giorno. Inoltre usano, già di norma, videogiochi per distrarsi o il cellulare con tutti i social e le videochiamate. Ciò porta ad una maggiore irritabilità e fatica a tollerare le regole. Negli adulti c’è stato un aumento dei suicidi e dell’uso di sostanze. Infine è cresciuta anche la violenza domestica: la convivenza forzata in famiglia, che già mette a dura prova la relazione famigliare, in quelle più fragili e con meno strumenti ha provocato questo fenomeno». I sintomi riguardano l’intrusività di pensieri negativi, si tende a pensare cioè in maniera ripetitiva o ossessiva agli aspetti che spaventano e si è perso il piacere nel fare le attività che, di solito, sono considerate appaganti. «A febbraio eravamo spiazzati – ha proseguito -, ma al tempo stesso ci siamo attivati con un forte senso di responsabilità per gestire la crisi e contenere i danni; adesso si vive la frustrazione, si ha quasi la sensazione che i sacrifici fatti non siano serviti a granché. I più giovani faticano ad accettare gli ulteriori sacrifici imposti». Da qui lo stress che richiede di mettere in campo capacità che non siamo abituati a usare.

Periodo traumatico

Walter Scieghi si è soffermato sulla resilienza, intesa come capacità di adattarsi e affrontare la situazione o il periodo traumatico. «L’emergenza sanitaria è traumatica e continua – ha affermato -. Bisogna, pertanto, stimolare la capacità di recuperare la funzione di individuazione di soluzioni per trovare un nuovo equilibrio funzionale a supportare il momento e recuperare una condizione di benessere fisico e mentale».

Scieghi ha parlato dell’autoconsapevolezza, cioè del prendere coscienza della situazione attuale di emergenza. «È normale avere paura e ansia, ma dobbiamo essere in grado di gestire le emozioni in termini di adattamento – ha proseguito -, sviluppare il pensiero critico e la capacità di problem solving, ovvero riflettere sui dati concreti, senza ossessionarsi, accettare i propri limiti e trovare delle soluzioni, con la consapevolezza che la situazione è temporanea».


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