Stranieri, uno su venti diventa italiano
Sono 572 i “nuovi italiani” che vivono in provincia di Sondrio. Numerosi i bambini

Stranieri, uno su venti diventa italiano

In Valtellina nel corso del 2016 hanno ottenuto la cittadinanza in 572: nel 2015 erano stati 365. «Si tratta di persone arrivate da parecchio tempo, a fine anni ’90, quando le modalità d’ingresso erano più regolari».

Sono 202.000 i nuovi italiani, ovvero gli stranieri che hanno acquisito la cittadinanza nel corso del 2016. Di questi 572 vivono in provincia di Sondrio. Lo si evince dall’annuale rapporto Ismu sull’immigrazione, il 23° presentato a dicembre e pubblicato per i tipi di FrancoAngeli.

Un quadro sui flussi migratori e le dinamiche demografiche che rivela la complessità della situazione, che non può essere ridotta a facili slogan di comodo. E anche la particolarità della situazione della nostra realtà, che per alcuni versi si mostra più ostica rispetto al resto della Lombardia. C’è stato un incremento significativo nell’acquisizione della cittadinanza, in quanto nel 2015 erano stati 365 e 211 nel 2012.

«Si tratta di persone arrivate da parecchio tempo, a fine anni ’90 e nei 2000 – ci spiega Alessio Menonna, ricercatore dell’Ismu -. Immigrati arrivati in maniera meno vistosa quando c’erano modalità d’ingresso più regolari e c’erano flussi definiti, mentre ora sono numericamente inferiori ma più visibili perché si sono aperti canali illegali. In Italia, circa uno straniero su 25 ha ottenuto la cittadinanza l’anno scorso, mentre in provincia di Sondrio il rapporto è stato più di uno su 20. Significa che c’è una stabilità maggiore per chi è giunto da noi in quel periodo».

Gli stranieri residenti erano 9.290 all’1 gennaio 2017, mentre un anno prima erano 9.217, con un incremento contenuto, dovuto anche alla sottrazione dal conteggio di chi è diventato italiano. «Ci sono tre segmenti principali - aggiunge Menonna -. Ci sono coloro che sono arrivati degli ultimi anni con gli sbarchi e proseguono il percorso migratorio verso altri Paesi, usando l’Italia come porta per l’Europa. C’è chi ha patito la crisi, resta in Italia per pochi anni, poi cerca nuove possibilità in altri Paesi europei o torna in quello d’origine o vi fa tornare parte della famiglia. Infine c’è chi è qui da anni, quando tessuto economico era migliore, e si è inserito». Il totale degli stranieri presenti in Valtellina e Valchiavenna è stimato intorno a 10.200, con un migliaio non iscritti in anagrafe, mentre in Italia sono 5.948.000.

Le nazionalità più presenti sono Marocco (1761), Romania (1470), Ucraina (593), Albania (496), Moldova (466), Cina (427) e Macedonia (309), seguite da Senegal, India, Kosovo, Nigeria, Polonia ed Egitto. Marocco, Romania e Albania sono in testa anche per l’acquisizione della cittadinanza, perché immigrazioni di più lungo periodo. Ucraine e moldove, la vedono spesso come un’emigrazione temporanea e chiedono meno la cittadinanza.

Sempre più spesso, il processo di integrazione resta a metà, gli immigrati non trovano prospettive e decidono di trasferirsi. Dal 2010 in poi le intenzioni di trasferirsi all’estero sono in crescita: in provincia di Sondrio quasi il 15% ha dichiarato l’intenzione di andarsene, il doppio rispetto alla media lombarda. Un dato che conferma come i flussi più recenti fatichino a inserirsi: il 32% degli stranieri in provincia si dichiara disoccupato, il dato più alto della regione, mentre i dipendenti a tempo indeterminato (addetti alla ristorazione e alberghieri; operai dell’industria; operai edili; assistenti domiciliari; artigiani), sono il 33% in linea con la Lombardia e i lavoratori autonomi sono il 4,1%. Fa riflettere che solo il 14% degli stranieri in provincia abbia una casa di proprietà, contro la media lombarda del 23%, mentre Sondrio è con Varese la provincia in cui la percentuale di donne straniere è più alta, soprattutto dall’Europa dell’est.


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