Stranieri in aula a Sondrio: «I numeri (alti) parlano chiaro»
Si ripropone il tema degli stranieri in alcune scuole cittadine

Stranieri in aula a Sondrio: «I numeri (alti) parlano chiaro»

Tra le criticità segnalate dai gruppi di opposizione c’è la mancata integrazione in alcune realtà cittadine.

Restano «stabilmente alti» i numeri degli studenti stranieri in alcune specifiche scuole cittadine di Sondrio e, al tempo stesso, calano, in maniera piuttosto decisa, gli iscritti.

A riportare nuovamente all’attenzione del dibattito la questione degli alunni stranieri nelle primarie cittadine sono, in particolare, Barbara Dell’Erba di Forza Italia, membro della commissione Cultura e istruzione a palazzo Pretorio, e Andrea Massera di Sondrio liberale. Lo fanno sbandierando i numeri delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico in città.

«In commissione - dice Dell’Erba -, anche negli anni passati, abbiamo sempre visto numeri che non ci tornavano. Ma la questione non è mai stata realmente affrontata». «Eppure - aggiunge Massera -: i numeri parlano chiaro. E raccontano di un problema che si è incancrenito perché nessuno ha mai voluto metterci mano. L’istituto comprensivo Paesi orobici (del plesso fa parte la primaria Racchetti di via Vanoni che presenta una delle concentrazioni più alte di bambini stranieri) quest’anno fa registrare un calo di 70 iscritti. E settanta bambini in meno non sono pochi». Massera, ma anche gli altri suoi colleghi di minoranza, portano i casi di famiglie in difficoltà a mandare i figli alla Racchetti. «E non solo famiglie italiane - dicono -. Gli stessi rappresentanti dei genitori di bambini stranieri parlano di ghettizzazione al contrario. L’integrazione non si fa così».

E secondo Massera anche l’«accanimento nella diversificazione dell’offerta formativa» nel tentativo di attirare più iscritti è fallimentare. «Finché non si risolve il problema dei troppi stranieri - insiste - non si va da nessuna parte». Quali siano le soluzioni è difficile dirlo. Il tema è complesso, così come la stessa composizione della popolazione scolastica straniera tra coloro che sono nati in Italia e coloro che invece arrivano da fuori, tra coloro che sono già perfettamente integrati perché hanno frequentato gli asili e coloro, invece, che non parlano italiano. Il punto però è che all’istituto comprensivo Paesi orobici, tra scuola dell’infanzia e media, gli stranieri sono il 41,51% (di cui il 31,37% nato in Italia), mentre la percentuale di stranieri all’istituto Sondrio centro (sempre infanzia, primaria e media) è del 14,92% (l’8,57 nati in Italia) e all’istituto Paesi retici dell’8,03% (il 5,08% nato in Italia).

«È evidente che un problema c’è - dice Lorenzo Grillo Della Berta -, ma si preferisce nascondere la polvere sotto il tappeto. Non si cercano le soluzioni ai nuovi problemi, si applicano formule che non funzionano più».


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