Strangolato in scena, 5 minuti di mistero La Procura: «Stiamo indagando»
L’ingresso del teatro di Pisa dove si è verificato il tragico incidente

Strangolato in scena, 5 minuti di mistero
La Procura: «Stiamo indagando»

Si cerca di fare luce sul brevissimo intervallo tra la prima e la seconda rappresentazione inscenata dall’attore. La Procura di Pisa: «I danni cerebrali escludono un precedente malore». Le condizioni Raphael Schumacher restano disperate

«Abbiamo aperto un fascicolo per lesioni colpose contro ignoti e stiamo anche valutando gli aspetti relativi alla sicurezza nei luoghi di lavoro». Lo hanno dichiarato ieri mattina a Pisa il procuratore Alessandro Crini e il sostituto Giancarlo Dominijanni, impegnati nelle indagini sull’incidente del Teatro Lux e sulla tragedia di Raphael Schumacher, 27 anni, l’attore professionista comasco ricoverato da sabato notte in condizioni disperate nell’ospedale del capoluogo toscano, dopo essersi impiccato con un cappio nel corso di una rappresentazione.

«Allo stato - hanno spiegato i magistrati - non ci sono indagati. Stiamo ancora incrociando le testimonianze per ricostruire la dinamica esatta dei fatti. In giornata (ieri, ndr) conferiremo l’incarico al dipartimento di medicina del lavoro dell’Asl per effettuare un nuovo sopralluogo e per valutare se vi siano stati comportamenti omissivi o negligenti da parte dei responsabili de Lux».

Il pm Dominijanni è poi tornato sul contenuto delle prime testimonianze raccolte: «Raphael doveva recitare un monologo di pochi minuti incentrato sulle difficoltà dell’esistenza di un quindicenne, monologo che si concludeva con la simulazione di un’impiccagione. Il testo prevedeva un’interazione con lo spettatore e lui, prima del tragico evento, lo aveva rappresentato senza problemi, concludendolo appoggiando la testa dentro il cappio». Sempre secondo i pubblici ministeri, dal finale della prima rappresentazione all’inizio della seconda, quando cioè la giovane dottoressa che lo ha soccorso si è accorta che qualcosa non andava, sarebbero trascorsi non più di quattro, cinque minuti. «A quel punto, però, era già appeso alla corda, tremava ed era già in stato di incoscienza».

«A questo punto - ha precisato Dominijanni - dobbiamo cercare di ricostruire come siano andate le cose». Perché «le uniche certezze che abbiamo - ha aggiunto Crini - riguardano le attuali condizioni di Raphael: i danni cerebrali che ha subito sono compatibili con l’impiccagione e lo strangolamento ma non riconducibili a un eventuale malore che potrebbe averne provocato uno scivolamento e il successivo soffocamento con la corda». Per questo sarà necessario «risentire la giovane testimone e approfondire con lei alcuni aspetti relativi al ritrovamento del corpo: ciò ci servirà almeno a ricostruire i tempi, visto che nell’intervallo tra la prima e la seconda rappresentazione l’attore certamente è rimasto da solo: l’indagine è soltanto all’inizio ed è presto per trarre conclusioni».


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