«Stop allo sci, è così   in tutta la Regione»

«Stop allo sci, è così

in tutta la Regione»

Dubbi e chiarimenti Il questore Angelo Re: «Il divieto di sfruttare questi spazi deriva dai regolamenti regionali»

Vietato sciare sulle piste solo in provincia di Sondrio per ordine del prefetto? Assolutamente no. A chiarire la questione, che in questo periodo sta decisamente facendo discutere, è il questore di Sondrio, Angelo Giuseppe Re, che tiene a rimarcare qualcosa di fondamentale: il divieto fa parte di un regolamento regionale, nessun’ordinanza o provvedimento è stato emesso dal prefetto Salvatore Pasquariello.

Insomma, la comunicazione del prefetto è proprio solo una comunicazione dell’intenzione, da parte delle forze dell’ordine della provincia di Sondrio, di orientarsi in maniera maggiormente restrittiva, non essendo la norma, forse, così chiara.

Ma nessuna ordinanza, nessun dispositivo è stato emesso dal prefetto sondriese: in realtà, precisa il questore, questa pratica è vietata ovunque, almeno in Lombardia.

«Si tratta di un regolamento regionale, che prevede la chiusura delle piste quando sono chiusi, come in questo periodo per decisione ministeriale, gli impianti da sci - spiega Re -. Tanto è vero che, prima dell’emergenza sanitaria e durante i periodi di chiusura degli impianti, erano gli stessi gestori a chiederci di effettuare maggiori controlli per evitare che le piste fossero utilizzate. Anche perché emerge un problema di responsabilità civile, ad esempio, in caso di incidenti: durante l’apertura degli impianti i controlli esistono anche da parte delle società, il soccorso è garantito, ma quando sono chiusi no. Cosa accade se uno sciatore si infortuna in questi giorni scendendo irregolarmente? In questo periodo, purtroppo, c’è meno sintonia con gli impiantisti, del resto il periodo è difficile per tutti».

Insomma, non è il prefetto di Sondrio ad aver deciso, e, del resto, appare chiaro anche dal comunicato emesso mercoledì dopo la riunione in videoconferenza della coordinamento delle forze di polizia, chiamato proprio a discutere della questione dopo le polemiche sui social e sui media, e presente sul sito della Prefettura.

«Si è posto il problema - si legge nella nota - se le norme dovessero essere interpretate nel senso di considerare vietato l’uso delle sole infrastrutture e dei mezzi meccanici preposti alla risalita delle piste, oppure anche delle piste da sci. Al termine della riunione il prefetto ha investito della problematica la Presidenza del Consiglio dei ministri, i Ministeri della Salute e degli Interni, e la Regione Lombardia. Nelle more delle risposte ricevute, di concerto con le forze dell’ordine, il prefetto ha fatto presente che sarà adottato l’orientamento più restrittivo, sia per evitare assembramenti, sia a tutela dell’incolumità degli sciatori».


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