Tante belle idee che si fanno... strada
Gli studenti e i professori del Politecnico che hanno elaborato sedici progetti sulla strada dello Stelvio

Tante belle idee che si fanno... strada

ValorizzazioneGli studenti del Politecnico e i loro professori hanno presentato i progetti frutto di due anni di studi

Cantoniere, gallerie, manufatti bellici elementi di originali percorsi tra architettura e ambiente nel cuore del Parco

Alcune proposte sono bizzarre e un po’ provocatorie, come quella di impacchettare alcuni tornanti creando muraglioni di materiale plastico per dare la suggestione, anche durante l’estate, di avanzare tra mucchi di neve come Coppi e Bartali in certi leggendari Giri d’Italia. Altre invece, e sono certamente la maggior parte, sarebbero fattibili a costi relativamente contenuti e, ovviamente, a impatto ambientale minimo.

La fattibilità

Economicità e rispetto della natura sono stati del resto i prerequisiti imprescindibili che, due anni fa, i professori Michele Ugolini, Francesco Occhiuto, Caterina Gallizioli, Luca Faverio e Madì Reggio hanno posto ai 48 studenti della Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano che hanno preso parte al laboratorio didattico volto alla progettazione di un percorso pedonale da Bormio allo Stelvio che non interferisse, se non in punti obbligati, con la cantonale e non costringesse a salire sui grandi crinali. «Il corso, organizzato in collaborazione con il Parco dello Stelvio, è stato una grande occasione di conoscenza, un modo - ha detto il professor Ugolini, presente insieme con gli altri docenti alla presentazione dei lavori che si è tenuta giovedì all Centro visitatori di Valfurva - per raccontare tante storie (dalle antiche vie del sale e del vino, al progetto ottocentesco del Donegani, alla grande guerra, alla costruzione delle dighe..) che hanno lasciato tracce su un territorio straordinario e complesso. Ringrazio il direttore del Parco Alessandro Meinardi, fondamentale nel permetterci questa iniziativa didattica, le guide alpine, i sindaci e gli operatori del territorio che ci hanno fornito importanti contributi di riflessione».

La collaborazione

Divisi in sedici gruppi di tre unità, i ragazzi hanno dapprima compiuto un’imponente analisi naturalistica e storica della valle del Braulio e della vicina Val Fraele, che ha previsto anche sopralluoghi sul territorio per conoscere direttamente la vallata, operare rilievi e fare fotografie. L’ultimo momento, a cui sono stati dedicati gli scorsi tre mesi, è stato quello della progettazione. Le tavole, accompagnate da modelli, sono state esposte giovedì al Centro visitatori di Valfurva e hanno destato notevoli curiosità soprattutto tra i dirigenti del Parco, ente che da diversi anni punta a una valorizzazione della strada dello Stelvio, volta a ottenere il riconoscimento Unesco come patrimonio dell’umanità. «Il nostro obiettivo - ha dichiarato il direttore dell’area protetta Alessandro Meinardi - è quello di trasformare la cantonale in una strada di sosta e non solo di passaggio. In questa direzione vanno anche le proposte del Politecnico, da cui trarremo sicuramente spunto. Il percorso pedonale, a misura anche delle famiglie, individuato dagli studenti consente infatti, attraverso interventi spesso minimali, di abbinare l’emozione del paesaggio naturale alla scoperta delle infrastrutture architettoniche e ingegneristiche progettate dal Donegani o realizzate dagli alpini durante la Prima guerra mondiale».

Natura e architettura

Massi già esistenti diventano - nella fantasia dei futuri architetti - sedute da cui guardare il paesaggio, i piloni della vecchia filovia si trasformano in torrette di osservazione, le gallerie della guerra si spalancano come occhi sulla valle, i ruderi di digapoli tornano a raccontare le loro storie, le cantoniere riaprono le porte lasciando a giochi d’acqua o a percorsi museali la via che un tempo era destinata alle carrozze, leggere passerelle di legno galleggiano sopra gli stagni (quelli della Terza cantoniera) senza disturbare i tritoni. Pure le gallerie - che di solito si percorrono chiusi dentro l’automobile - diventano capolavoro da ammirare comodamente dal versante opposto o da scavalcare attraverso scale e passaggi che ricamano la montagna, scendendo ora verso il fiume ora risalendo sul versante, così da regalare nuovi scorci ed emozioni. Emozioni che possono essere condivise dal pubblico visitando la relativa mostra fino a oggi al Centro visitatori di Sant’Antonio Valfurva dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30.


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