Statale 36, Prata presenta il conto
Approfittando dell’incontro voluto ieri dal Pirellone per discutere della situazione della Statale, e soprattutto della superstrada, il primo cittadino ha puntato a sottolineare il quadro di disagi con cui i cittadini, ma anche gli automobilisti, sono costretti a convivere quotidianamente

Statale 36, Prata presenta il conto

ViabilitàIl sindaco Davide Tarabini ha illustrato ad Anas e Regione i punti più critici della strada per lo Spluga. Da Somaggia a San Cassiano, sono diverse le tratte a rischio teatro in passato di incidenti anche molto gravi

«Il nostro comune è il più problematico tra quelli attraversati dalla Statale 36». Una lunga lista di richieste di intervento quella presentata dal sindaco di Prata Camportaccio Davide Tarabini ad Anas e Regione Lombardia. Approfittando dell’incontro voluto ieri dal Pirellone per discutere della situazione della Statale, e soprattutto della superstrada, il primo cittadino ha puntato a sottolineare il quadro di disagi con cui i cittadini, ma anche gli automobilisti, sono costretti a convivere quotidianamente. «Il nostro territorio è quello più interessato dal passaggio della Statale in Valchiavenna, oltretutto con l’attraversamento di due grossi centri abitati. Ci sono molti problemi e alcuni di questi purtroppo hanno provocato in passato incidenti anche molto gravi».

Si parte dalla doppia curva che dopo Somaggia immette nell’abitato della località Porettina.

Le uscite di strada in passato erano quasi all’ordine del giorno: «Con la nuova segnaletica luminosa la situazione è migliorata, ma questi incidenti si verificano ancora soprattutto con strada bagnata. Occorre un intervento maggiormente risolutivo». Si risale la valle e si incontra l’abitato di San Cassiano. Qui il problema è la velocità: «Con la chiusura del ponte di San Pietro ai mezzi pesanti il volume di traffico si è intensificato parecchio e con una velocità che rimane molto alta. Chiediamo che vengano concessi interventi volti a far sì che questo fenomeno venga contenuto». Semafori a chiamata o autovelox fissi, visto che i dossi sulle statali non sono consentiti.

Si prosegue fino al lungo rettifilo all’altezza dello svincolo che porta al ponte di Mese: «Una zona che credo sia quella dove si è verificato storicamente il maggior numero di incidenti mortali in valle. Chiediamo che si prenda in considerazione l’opportunità di inserirvi una rotatoria che consenta di uscire verso Mese in sicurezza e riduca la velocità».

Quarto e ultimo punto che Tarabini ha messo in evidenza, il muro posto sul lato destro della carreggiata tra Chiavenna e Prata Camportaccio. Muro che spesso viene “colpito” dalle automobili con il rischio che prima o poi qualcuno si faccia male sul serio. «Qui abbiamo un progetto per la realizzazione di un marciapiede condiviso con Chiavenna, che ha già approntato le necessarie modifiche urbanistiche. Vorremmo capire se esistono i presupposti affinché Anas si faccia carico in tutto o in parte dell’intervento. Per il momento non abbiamo avuto risposte».


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