«Stare in quarantena con 7 figli    Fate come noi, guardate oltre»
Tutti insieme per l’ora di ginnastica

«Stare in quarantena con 7 figli

Fate come noi, guardate oltre»

CHIURO Il più piccolo dei Bettinelli ha sei mesi, la più grande Teresa ha 13 anni Papà e mamma: «Regole chiare»

Non è semplice, ma con «regole chiare, organizzazione, tanta pazienza, creatività, voglia di condivisione e di stare insieme» ce la si può fare. C’è da crederci, perché Sara De Paol i e Ivan Bettinelli di figli ne hanno sette. Sanno cosa significhi vivere h24 tra le mure domestiche con la famiglia al completo, tra video-lezioni e compiti da fare, bisticci come è normale che sia tra fratelli e sorelle: «Bisogna guardare oltre, pensare positivo. Sia chiaro, anche io mi arrabbio - confessa mamma Sara, che lavora in un istituto di credito, ora è in maternità -, sono umana, ma poi torna il sereno» e si mettono tutti in riga. Dal più piccolo, Federico, sei mesi, alla più grande Teresa che di anni ne ha 13. In mezzo ci sono Chiara, tre anni, poi Emanuele (cinque), Andrea (otto), Maria quasi dieci e Luca 11.

La sveglia per mamma Sara suona presto, ma quella collettiva è alle «8,30: colazione e poi alle 9 si iniziano i compiti. La regola è prima la scuola, poi il divertimento». Alle 11 circa l’intervallo, come in classe: «La nostra grande fortuna è avere un giardino», dove nella loro casa a Chiuro i bambini possono sfogarsi e giocare insieme.

I compiti, generalmente, «si fanno in sala dove c’è un assembramento e di computer ne abbiamo solo uno», ma non per questo la didattica digitale è diventata un ostacolo a casa Bettinelli, dove la spesa si fa una volta alla settimana, online, come avveniva anche prima dell’emergenza.

Certo la vita in casa è cambiata, anche perché fino allo scorso 26 febbraio per gran parte della giornata mamma Sara sino al pomeriggio era sola con Federico: «Vero anche questo, ma con questa modalità di fare scuola come genitore si ha ancora più coscienza di tutto quel che di bello già vivevano a scuola e provi un po’ ciò che loro vivono quotidianamente in classe, vedendo sia difficoltà che stupore».

Fatto sta che la giornata vola: «Il dovere stare in casa è solo un rinforzo della vita normale».


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