Sport in valle, un passo indietro
Lo sport in provincia di Sondrio vive un periodo non facile

Sport in valle, un passo indietro

Un passo indietro. È quello fatto registrare dalla nostra provincia nell’indice di sportività 2018, una indagine curata da Clas-Pts Group e pubblicata ieri da Il Sole 24 Ore. Prevale Trieste, la città più sportiva, davanti a Trento e Cagliari. Sondrio si trova alla posizione numero 55, rispetto al 46° posto dell’anno scorso. Non siamo ai livelli del 2015 e del 2016 quando la nostra provincia navigava al 62° e 67° posto, di certo una riflessione si impone.

«L’attività sportiva costa troppo - racconta Ettore Castoldi, da sei anni delegato provinciale del Coni e prim’ancora presidente -. Molte società anche storiche hanno abbandonato. Nel ciclismo, ad esempio, se la tessera prima costava 5 euro ora si paga 15. Sono le federazioni che decidono».

Ma anche il Coni, organo primario dello sport italiano, non facilita la crescita secondo Castoldi: «Il decentramento delle competenze è deleterio. Sei anni fa quando ero presidente e non delegato si poteva ancora intervenire direttamente sulle varie attività, dare contributi, aiutare società in difficoltà. Oggi tutto passa da Milano, con una lentezza disarmante che mina anche alcuni progetti, legata al via libera da Roma».

E anche nel calcio i numeri sono preoccupanti, come spiega nell’intervista in edicola domani con La Provincia di Sondrio il consigliere regionale della Figc Diego Fattarina


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