Sabato 12 Ottobre 2013

Spluga: «Dalla Svizzera

mancate le informazioni»

Strada innevata vicino al Passo dello Spluga scattata nella serata di giovedìLa neve caduta a Montespluga

Il Passo Spluga ieri è stato chiuso per neve, e questo ci può anche stare. Ma l’assenza di informazioni e i ritardi nella riapertura, quelli no.

Prima neve e disagi inevitabili, con molte chiamate ai vigili del fuoco. Anche in Valchiavenna la serata di giovedì è stata caratterizzata da tanti problemi, soprattutto in Val San Giacomo. Le autorità svizzere, a causa delle abbondanti precipitazioni nevose, hanno provvisoriamente chiuso il Passo dello Spluga (riaperto poi alle 18) dal lato del versante svizzero. Sul versante italiano la strada statale 36 “del Lago di Como e dello Spluga” è rimasto percorribile fino al confine di Stato.

«C’è stata una bufera di neve simile a quelle invernali - sottolinea Fausto Sala, albergatore del “Posta” di Montespluga -. La chiusura temporanea è stata comprensibile, visto che le condizioni erano complicate e sul versante svizzero la situazione è più delicata rispetto a quello italiano. Poi bisogna riconoscere che le priorità, per gli svizzeri, sono altre, visto che ci sono stati molti problemi sull’autostrada. Ma questo non giustifica l’assenza di informazioni. Siamo nel 2013, non c’è stata un’informazione, dico una, sui tempi della riapertura. Ieri ho ricevuto decine e decine di telefonate da clienti, frontalieri e altri automobilisti che mi chiedevano informazioni. Ho telefonato a tutte le autorità, anche in Svizzera, ma nessuno mi ha dato risposte puntuali».

Il sindaco di Madesimo Franco Masanti è decisamente amareggiato. «Se ogni volta che cadono dieci o venti centimetri di neve bisogna chiudere il passo, non si può certo dire di avere a che fare con una situazione accettabile - dichiara -. Noi siamo stati in grado di pulire il tratto italiano, non vedo perché gli svizzeri non possano fare la stessa cosa». Il sindacato dei frontalieri chiede agli enti locali di farsi rispettare. «Posso portare la mia testimonianza diretta - spiega Ivan Cameroni, presidente del Consiglio sindacale interregionale Lombardia-Sondrio-Grigioni -. Giovedì sera per tornare a casa da Coira a Chiavenna ci ho messo quattro ore, passando per lo Julier. Credo che lo sgombero della neve sulla strada dello Spluga sia fondamentale, sia per i frontalieri, sia per il traffico turistico. Ci sono conseguenze negative per tutti, non c’è neanche il pretesto delle piste da sci sul versante elvetico in questo periodo. È ora che la politica risolva questa situazione, servono soluzioni dagli accordi fra le istituzioni italiane e grigionesi».

Quella fra giovedì e venerdì è stata una notte molto impegnativa per i pompieri volontari di Campodolcino. È stata chiusa per alcune ore, in accordo con Anas, la statale fra Campodolcino e Pianazzo. Sono stati impegnati fino alle prime ore della mattinata di ieri anche i vigili del fuoco del distaccamento di Mese. L’intervento è stato necessario per alcuni tagli di piante a Mese e Samolaco, nella frazione di San Pietro. Complessivamente, dall’Alta Valtellina alla Valle Spluga, sono state impegnate circa quaranta persone. Anche a Chiavenna si sono registrati dei disagi, soprattutto per i problemi legati all’interruzione dell’illuminazione. n Stefano Barbusca

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