Spese per il Tribunale di Sondrio, ricorso a Mattarella
La stretta di mano tra il sindaco di Sondrio, Alcide Molteni, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la visita di un anno fa nel capoluogo

Spese per il Tribunale di Sondrio, ricorso a Mattarella

Sul mancato rimborso dallo Stato il Comune è deciso a chiamare in causa il presidente della Repubblica. A fronte di un credito di 1,2 milioni il ministero ha prospettato un pagamento di 395mila euro a rate in trent’anni.

Sul rimborso delle spese per il Tribunale il Comune è pronto a chiamare in causa il presidente della Repubblica, con l’aiuto dell’Anci e magari “in cordata” con altri municipi. Palazzo Pretorio vanta infatti un credito di 1,2 milioni di euro per le spese di gestione sostenute per gli uffici giudiziari e non ancora restituite dallo Stato, ma il ministero per chiudere l’intera partita ha prospettato un rimborso di 395mila euro, da versare a rate in trent’anni: una proposta che l’amministrazione ha respinto, per poi rivolgersi all’associazione dei Comuni per preparare un ricorso al capo dello Stato.

L’ha spiegato lunedì sera in commissione l’assessore al Bilancio Gianpiero Busi, aggiornando i consiglieri comunali sugli ultimi sviluppi di una vicenda di cui a palazzo Pretorio si parla ormai da molto tempo: dal settembre 2015, infatti, delle spese di gestione degli uffici giudiziari si occupa direttamente lo Stato, ma in precedenza i Comuni anticipavano i pagamenti con risorse proprie, in attesa dei rimborsi da Roma. Rimborsi che non sono sempre arrivati con puntualità, tanto che palazzo Pretorio negli anni ha accumulato crediti sempre più consistenti, fra bollette della luce e del riscaldamento, manutenzioni ordinarie e altre spese di gestione.

«Tralasciando l’affitto, il credito ammonta ad un milione e 200mila euro, fatture alla mano – ha spiegato Busi in commissione –, e di recente abbiamo ricevuto questa bella proposta dal governo, un versamento di 395mila euro in trent’anni a fronte del nostro impegno a non rivalerci più in altro modo. Ci siamo permessi di rifiutare la proposta e abbiamo interessato l’Anci per capire come muoverci». E la decisione ha trovato consensi anche dai banchi dell’opposizione, vista la distanza fra il credito vantato dal Comune e la cifra proposta, ma pure il lungo periodo previsto per la restituzione. Già nei mesi scorsi l’amministrazione si era rivolta all’Associazione nazionale dei Comuni per un confronto sulle possibili soluzioni, come qualcuno ricorderà, e ora palazzo Pretorio ha deciso di procedere in via ufficiale.

«Con l’Anci faremo ricorso al capo dello Stato – ha spiegato Busi -, verranno preparati i documenti e probabilmente ci sarà richiesta una compartecipazione alle spese». Sondrio non è peraltro l’unico Comune che si trova in questa situazione, ha ricordato l’assessore, e altri enti hanno già intrapreso azioni legali. «Alcuni Comuni hanno già fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale – ha spiegato Busi – e di recente il Tar del Lazio ha accordato una sospensiva richiesta dai municipi, fissando l’udienza al luglio 2018. Questo elemento potrebbe giocare un ruolo positivo nella vicenda». In attesa degli sviluppi legali, comunque, palazzo Pretorio quantomeno non dovrà affrontare problemi con i conti: «Per prudenza non abbiamo tenuto queste cifre fra i residui del bilancio – ha sottolineato l’assessore -, altri Comuni l’hanno fatto e ora si trovano in serie difficoltà nel far tornare i conti. Ho sentito alcuni colleghi assessori al Bilancio di altri Comuni che hanno ricevuto proposte analoghe e sono molto preoccupati sulla gestione di questa partita».


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