Spese pazze in Regione, assolto Costanzo

Spese pazze in Regione, assolto Costanzo

La seconda sezione della Corte di Appello di Milano ha ribltato la sentenza del gup di Milano con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.

Aveva chiesto e ottenuto di essere giudicato con rito abbreviato per chiudere il più in fretta possibile la sua vicenda giudiziaria.

Fu condannato nel 2015 a un anno e sei mesi (pena sospesa) per la vicenda dei rimborsi chiesti al Pirellone (l’importo non supera i 3mila euro in tre anni). Anche per lui l’accusa era di peculato. Una sentenza che, seppur contenuta nel minimo che la norma prevede, Angelo Costanzo riteneva profondamente ingiusta, e contro la quale, con il suo difensore di fiducia, l’avvocato sondriese Maurizio Carrara, aveva proposto appello. E ieri la Corte di Appello gli ha dato ragione.

Costanzo e il suo avvocato non nascondono la loro soddisfazione, «la Corte di appello ha valutato serenamente le risultanze di indagine, e ha ritenuto che meno di tremila euro di rimborsi ottenuti in quasi tre anni non possono configurare il reato, gravissimo, di peculato».

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