Sottopasso al Trippi. Cresce la polemica  tra Comune e artigiani
Molto partecipata la riunione di presentazione del progetto del nuovo sottopasso (Foto by foto gianatti)

Sottopasso al Trippi. Cresce la polemica

tra Comune e artigiani

Montagna, toni particolarmente accesi in sala riunioni durante la serata di presentazione dell’opera pubblica. Tutti i presenti contro la chiusura del passaggio a livello.

Anziché attenuata la polemica esce rinvigorita dall’incontro promosso venerdì scorso dall’amministrazione comunale di Montagna per presentare ai cittadini la realizzazione del sottopasso ciclo-pedonale di prossima realizzazione, in seguito alla chiusura del passaggio a livello in località Trippi, e lo sviluppo dell’area artigianale. Sottopassaggio, ha assicurato il sindaco Angelo Di Cino, che è «già stato approvato e che deve andare in appalto».Sul piede di guerra cittadini e diversi imprenditori residenti nella zona, artefici di una raccolta firme, che ha superato quota 300.

Una quarantina le persone intervenute nella sala riunioni della scuola primaria “Cederna”, che sul progetto hanno espresso giudizi contrapposti: c’è chi l’ha bocciato, chi invece l’ha letto in chiave positiva. Tutti però indistintamente contrari alla chiusura del passaggio a livello e concordi sulla necessità di garantire un collegamento per il traffico veicolare: «Fateci lavorare, è un nostro diritto. Prima di procedere con il progetto, create un’alternativa: non chiudeteci dentro come topi» la richiesta messa sul tavolo del sindaco Di Cino, affiancato nella presentazione dal vice sindaco Barbara Baldini e dagli assessori Felice Baracchi, Francesca Gugiatti e Richard Colombo.

Una riunione dai toni accesi, durata circa due ore, durante le quali i cittadini hanno sollevato critiche e perplessità: «Fateci capire il senso di questa operazione - è stato chiesto a più riprese alla giunta - Quella è una zona artigianale: siete mai passati di giorno a vedere qual’è la situazione e cosa circola? Ci sono mezzi, anche pesanti, in continuo transito. L’idea della pista ciclabile è bella, ma non in quell’area. Per giunta un’opera presentata in pesante ritardo, a cose ormai fatte. È una vergogna: ci state prendendo in giro» hanno rimarcato riferendosi all’operato dell’amministrazione, «che dovrebbe garantire il bene e l’interesse della comunità. Invece spendete soldi pubblici per un’opera monca e penalizzante per tutti noi».

«Il passaggio a livello sarà chiuso tra giugno e luglio, con l’ipotesi di inizio lavori ad agosto» ha detto Paolo Ferrari, responsabile dell’area tecnica della Comunità montana di Sondrio, presente all’incontro essendo il sottopassaggio pedonale parte preponderante di un progetto, coordinato dall’ente montano, che lo finanzia insieme a Regione Lombardia, con ente capofila il Comune di Montagna denominato “Tra acqua, terra, cielo. Il cicloturismo come leva di sviluppo locale della Valtellina”, che coinvolge altri 16 Comuni del mandamento.

Complessivamente 904mila euro di lavori, di cui 701mila euro destinati al Comune di Montagna per il sottopasso, finanziati per 351mila euro da Regione e Cm, 250mila da Rfi (Rete ferroviaria italiana) per la chiusura del passaggio a livello, 100mila euro infine a carico dell’amministrazione “montagnona”.

«Questo progetto è stato valutato secondo a livello regionale» ha puntualizzato Di Cino, a testimonianza della valenza dell’intervento, ricordando altresì che il piano di sviluppo dell’area «è autorizzato da dieci anni» e assicurando «che la realizzazione di un sottopasso carrabile non è fattibile».

«Buona parte della colpa è mia - ha preso la parola il vice sindaco Baldini, che ha retto per due mandati il paese -, perché già dal 2011 si sono fatti ragionamenti e riflessioni con Provincia e Ferrovie dello Stato. Siamo stati inoltre richiamati all’ordine dalla Prefettura per la chiusura dei passaggi a livello ai fini della sicurezza. Voi dite “Dovete curate gli interessi dei cittadini”. È ciò, che stiamo tentando di fare con fatica e con i limiti del caso. Magari siamo stati poco precisi e puntuali, ma ci sono cose che hanno una complessità di sviluppo. La responsabilità di chi amministra è anche di avere una visione globale del paese. Vi assicuro - ha concluso -, che quello che stiamo cercando di attuare, è qualcosa che va nell’interesse di tutta la comunità di Montagna».

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