Sorgenti giù del 25%, ma la crisi idrica intanto non fa paura
Appello di Secam all’uso razionale dell’acqua

Sorgenti giù del 25%, ma la crisi idrica intanto non fa paura

Unici problemi segnalati a Novate Mezzola. Costante azione di monitoraggio da parte di Secam. «Ci salviamo grazie agli investimenti fatti sulla rete».

Niente di cui gioire, ma in un momento particolarmente critico per la situazione idrica in tutto il Paese e con le sorgenti sotto del 25%, la provincia di Sondrio, con un’unica eccezione peraltro già nota negli anni, non piange.

«Si comincia a capire che l’acqua non è un bene infinito e certamente non un bene da sprecare - ha detto Gildo De Gianni, l’amministratore delegato di Secam in occasione dell’assemblea straordinaria della società interamente pubblica che si occupa del servizio idrico integrato per tutti i Comuni di Valtellina e Valchiavenna -.Al di là dell’eccezione di Novate Mezzola, il nostro territorio per il momento sta reggendo bene grazie all’attenta azione di monitoraggio che abbiamo messo in campo e alla conseguente razionalizzazione dell’uso dell’acqua e agli investimenti sulla qualità e sulle reti».

Basti pensare che al 31 marzo di quest’anno sui 31 milioni di euro di investimenti programmati ne erano già stati rendicontati 22,6 milioni («e le pratiche in sospeso lo sono per lo più a causa degli iter autorizzativi»).

Peraltro la situazione di criticità di Novate è legata alla presenza della sorgente nel torrente Codera, soggetta dunque ai problemi legati a franamenti e trascinamento di materiali. «Sono in corso una serie di interventi per risolvere il problema - ancora De Gianni -. Tra questi l’interconnessione con l’acquedotto di Frasnedo e anche con Samolaco per captare acque più profonde».

Al di là del caso isolato della Valchiavenna, per il resto non si ipotizza alcun tipo di razionamento dell’acqua, sebbene, come già segnalato a partire dalla primavera, le sorgenti siano sotto del 25% rispetto allo scorso anno, «in caduta libera» sottolinea De Gianni.

«Ma - prosegue l’amministratore delegato di Secam - sono tutte monitorate di continuo e rimaniamo fiduciosi. Certo l’auspicio è che tornino le precipitazioni soprattutto in autunno ed in inverno, le sole capaci di alimentare le falde». E poi c’è la raccomandazione, che suona tanto come monito per alcune aree in particolare, a non sprecare l’acqua. «Si annuncia un’altra settimana di gran caldo - aggiunge il direttore di Secam Andrea Mariani - per cui c’è il rischio che i consumi possano aumentare. Se riusciamo a contenere gli sprechi, dopo il 20 di agosto dovremmo essere più sereni».

Un appello rivolto a tutti, ma soprattutto alle località di villeggiatura. Bastano i dati monitorati ieri alle 18 per capirne la ragione: in quel momento Sondrio (21mila abitanti) consumava 88 litri al secondo; a Bormio che di residenti ne conta poco più di 4.100, ma che ha un elevato numero di villeggianti e dove i contatori sono pochissimi, consumava 97 litri al secondo; Chiesa Valmalenco (2.500 abitanti) 37,74 litri al secondo ed Aprica (poco più di 1.500 residenti) 36,76 litri al secondo. Un aspetto quello del consumo che è strettamente connesso all’installazione dei contatori. Nel mese di giugno, alla vigilia cioè dell’aumento del forfait, c’è stata un’impennata nella richiesta di posa dei misuratori, ma restano comunque ancora più di novemila utenze che non hanno i contatori e neanche li hanno chiesti. Al 27 luglio il numero di domande era di 22.479 delle quali 14.008 già evase (64%) e 3.082 preventivate.


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