«Sono scampata all’ecstasy: ecco come potevo morire»

«Sono scampata all’ecstasy: ecco come potevo morire»

Domani al Pinchetti Giorgia Benusiglio racconta la sua esperienza. Salvata da un trapianto di fegato. Un libro per combattere le droghe.

Donazione degli organi in primo piano all’Istituto di scuola superiore Pinchetti di Tirano, dove i rappresentanti degli studenti all’interno del consiglio di istituto (Andrea Marchi, Fabio Pensini, Camilla Rinaldi e Giulia Ghilotti) hanno deciso, per una delle ultime assemblee dell’anno scolastico, di parlare di donazione degli organi. Si tornerà a parlarne, domani al Pinchetti, con un racconto che farà accapponare la pelle: quello di Giorgia Benusiglio, nata a Milano nel 1982, diplomata in lingue e prossima alla laurea in Scienze della Formazione primaria all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Nel 1999 è stata miracolosamente salvata da un trapianto di fegato per aver assunto una piccola quantità di ecstasy. Ora, con il padre, si racconta nelle scuole perché altri possano evitare quello che è capitato a lei. Giorgia oggi è tornata ad una vita quasi normale e ha deciso di trasformare la sua esperienza in una lezione di vita. Da più di 12 anni si dedica al suo progetto di prevenzione giovanile attraverso l’informazione nell’ambito delle droghe girando per le scuole e piazze di tutta Italia. Nel 2010 ha scritto un libro “Vuoi trasgredire? Non farti!” per far conoscere la sua storia a più persone possibili. Perché tutti sanno che la droga fa male, ma quanti sanno che anche solo con mezza pastiglia di ecstasy si può morire?


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