Sondrio, una pista da ballo in piazza Garibaldi per salutare il 2019
Splendido spettacolo di luci e musica per festeggiare il Capodanno nel capoluogo (Foto by foto Gianatti)

Sondrio, una pista da ballo in piazza Garibaldi per salutare il 2019

Molto apprezzato anche il pattinaggio. Serata di divertimento ma allo stesso tempo “vigilata” grazie alla presenza di soccorritori e forze dell’ordine.

L’arzillo “vecchietto” se n’è andato in pensione, cedendo la sua bacchetta del tempo a un giovincello “2019” che l’ha subito utilizzata per dirigere i festeggiamenti. Difatti dopo il conto alla rovescia (23.59) e i festeggiamenti della mezzanotte con sparacoriandoli, il neonato, accompagnato dalle speranze e con l’augurio di essere migliore del predecessore, l’ha subito messa in musica con il Radio Number One Party che ha proposto note griffate anni ‘80/’90/2000 e contemporanea.

Prima però la bicchierata dei “Due Mondi” col vicesindaco Lorenzo Grillo Della Berta e con l’assessore Lorena Rossatti e via di spensieratezza. Una sorta di ping-pong tra il palco di Number One (di fronte alla Banca Popolare) e la pista del ghiaccio ha caratterizzato le prime ore del 2019, gente che da un lato ritmava ondeggiando, dall’altro disegnava infiniti ghirigori sul bianco, con un comune denominatore: il divertimento. Ancora all’1,30 del mattino irriducibili di qua e di là («ma alle due dovrebbe finire» ci hanno riferito due volontari della Protezione civile che era in “anda” con Polizia locale, Croce rossa, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, una rassicurante presenza, con i loro mezzi a delimitare la piazza, a che tutto si svolgesse con la dovuta allegria).

Il temuto concerto dei “botti di capodanno” ha fatto la sua comparsa, non proprio cittadina, non certo in piazza Garibaldi, anche se qualche scia filante s’è vista e sentita; qualche “tricchi-tracchi” e mortaretto ha sparacchiato; bisognerebbe comunque chiedere a “Alice”, “Pippo”, “Sharik”, pelosetti vari, come se la sono passata a gestire i rispettivi spaventi con questi umani chiassosi, ma la voglia di stare insieme per un nuovo inizio c’è stata. Non sono state le otto tonnellate di fuoco sparate (sembra) a Sidney, ma, pure con diversi minuti di anticipo (a mezzanotte poi l’apoteosi), qualche ombrello filante e multiscintillante da Santa Maria di Montagna alla costiera di Albosaggia s’è aperto; verso via don Guanella a Sondrio anche: abbiamo sperato che, magari, pure i nostri “vecchietti” della Rsa (con chi li accudiva) abbiano voluto essere partecipi della festa. E comunque «le vendite di fuochi - ci hanno detto da Lufino Sport, autorizzato al loro commercio - sono state in linea con quelle dello scorso anno». Parcheggi pieni (cartina di tornasole di tutta la “faccenda”), occasione per incontrare magari qualche vecchio compagno di scuola e lasciarsi andare all’ilarità dei ricordi e un intervento della Croce rossa e “interforze” per soccorrere un ragazzino che s’è accasciato per terra, forse una congestione.

Da notare, e apprezzare, la professionalità delle persone coinvolte che lo hanno rianimato, facendogli capannello tutto intorno (ciascuno con un suo compito) e senza che quasi nessuno se ne accorgesse. Alla fine il giovane è stato portato con una barella (termicamente protetto) sull’ambulanza (ce n’erano almeno due a presidiare la piazza), ma per fortuna non s’è alzato miagolio di sirene, segno che tutto s’è risolto per il meglio. Comunque piazza gremita, “spade” laser, cappellini, bastoncini scintillanti, farfalle luminose da mettere in testa a mo’ di diadema e, in fondo a corso Italia, in piazza Campello, il bosco incantato che fa sempre correre bambini che vogliono acchiappare i fiocchi di neve. Ricalcando la secolare saggezza dei tempi, “È morto il re, viva il re”. Nuova pagina, nuove sfide, nuovi obiettivi.


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