Sondrio, una città in scacco, diminuiscono i nati. E anche le imprese
Diminuisce e invecchia la popolazione: i nati non riescono a far fronte ai decessi

Sondrio, una città in scacco, diminuiscono i nati. E anche le imprese

Il documento comunale di programmazione unica restituisce con i numeri la fotografia del capoluogo. Crescono la pressione fiscale locale e quella tributaria.

Tasso di natalità con il segno meno nell’ultimo quinquennio e quello di mortalità in lieve crescita a fronte di una popolazione che si fa via via più vecchia. E ancora numero di imprese che dal 2014 a fine 2018 è calato di 1.549 unità, ma pressione fiscale e tributaria che pesa di più sulle tasche dei cittadini.

Sono alcuni dei dati contenuti del documento unico di programmazione redatto dall’amministrazione comunale di Sondrio che sarà presentato in commissione prima di approdare nel consiglio comunale di fine mese. Un documento che fotografa lo stato della città sotto l’aspetto demografico, socio- economico, fiscale, ma anche relativo ai servizi e alle attività in capo a palazzo Pretorio e che serve come base di partenza per qualunque tipo di progetto o strategia futura di sviluppo della città.

Ed è il capitolo relativo alla situazione socio-economica del capoluogo a fornire dati allarmanti di una situazione se non di recessione, comunque di stallo, di un capoluogo alla necessaria ricerca di una nuova identità per un rilancio credibile. Si parte dal numero dei residenti che al 31 dicembre 2018 sono 21.590, di cui 11.503 femmine e 10.087 maschi e 1.979 stranieri pari al 9%.

Un dato che mostra una diminuzione nel decennio - i sondriesi erano infatti 22.309 al primo gennaio 2009, ovvero 719 in più -, ma anche nell’ultimo anno. All’inizio del 2018 la popolazione era di 21.642 unità. Un inesorabile svuotamento legato a un saldo naturale ormai pressoché costantemente negativo. Lo scorso anno a fronte di 288 decessi sono stati registrati 138 nuovi nati (-150). E neppure l’immigrazione riesce più a “tappare” i buchi: gli immigrati nel 2018 sono stati 814 contro però 716 emigrati per un saldo migratorio di 98.

Il tasso di natalità (il numero di nuovi nati ogni 1.000 abitanti) dell’ultimo quinquennio, con la sola eccezione del 2016 (7,14), mostra un costante calo: era di 6,96 nel 2014 ha raggiunto il 6,38 nel 2018. Pressoché costante il tasso di mortalità fermo a 12 decessi ogni mille abitanti fino al 2017 e salito a 13 nel 2018.

Insieme al calo del numero degli abitanti, i numeri registrati dal Comune mostrano una diminuzione anche del numero delle imprese con sede in città. Complessivamente erano 14.193 nel 2014, scese a 14.077 nel 2015, risalite a 14.098 nel 2016, ridiscese nel 14.047 nel 2017 e drasticamente diminuite lo scorso anno: il 2018 fa registrare 12.644 imprese. A pesare, in particolare, il settore legato alle attività immobiliari più che dimezzato: erano 1.426 nel 2014 sono state 673 lo scorso anno. Segno pesantemente meno anche per sanità e assistenza sociale: da 951 imprese del 2014 a 101 del 2018. Sono, invece, in aumento, le attività di servizi e di alloggi e ristorazione legate dunque all’accoglienza e al turismo: 1.646 imprese nel 2014 salite a 1.781 lo scorso anno.

Il documento comunale si sofferma anche su pressione fiscale locale e tributaria: in entrambi i casi si parla di un maggior peso sulle tasche dei cittadini. La pressione fiscale pro capite di palazzo Pretorio è passata da 907,41 euro del 2016 al 915,30 del 2018. La pressione tributaria è salita da 706,52 euro di tre anni fa a 741,77.


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