Sondrio, uccide la sorella e chiama la polizia: «Sono stato io»
Il corpo di Andreina Paganoni è stato portato alla camera mortuaria dell’ospedale di Sondrio in attesa dell’autopsia (Foto by Foto Gianatti)

Sondrio, uccide la sorella e chiama la polizia: «Sono stato io»

Giulio Paganoni in carcere per il delitto. Aveva già preparato la corda per togliersi la vita.

Un altro dramma familiare finito in tragedia a Sondrio, a pochi mesi dal caso della donna che si era presentata dai Carabinieri per confessare di aver ucciso il fratello in uno degli alloggi protetti di via Don Bosco. Ieri mattina qualcosa di simile è successo in un appartamento al civico 61 di via Torelli. Una donna di 88 anni, Andreina Paganoni è stata uccisa dal fratello Giulio, 15 anni più giovane, probabilmente in un momento di follia. Un fatto inspiegabile, secondo tutti quelli che conoscevano i due. L’uomo, ex dipendente Enel in pensione da anni, non soltanto viveva con la sorella, ma, a detta dei vicini, viveva per lei, accudendola in tutti i modi. L’ambulanza è arrivata poco dopo le 6,30, per poi tornare alla base con le sirene spente pochi minuti più tardi. Contemporaneamente è arrivata la Polizia.

Nell’appartamento dei Paganoni, al primo piano, i soccorritori hanno trovato non soltanto il corpo ormai senza vita dell’anziana, morta per soffocamento, ma anche il cappio che il fratello aveva preparato con l’intenzione di togliersi la vita a sua volta, appena dopo aver ucciso la sorella. Poi forse un ripensamento, o alcuni minuti di esitazione. Personale del 118 e della Polizia, comunque, sono arrivati prima che la tragedia diventasse ancora più grande.

Giulio Paganoni è stato accompagnato in Questura per essere sentito dagli inquirenti, mentre la scientifica effettuava i primi rilievi all’interno dell’appartamento e un paio di pattuglie piantonavano il condominio in modo da tener lontani eventuali curiosi che avrebbero potuto inquinare la scena del crimine.

Era stato proprio lui, Giulio, a dare l’allarme, allertando soccorsi e forze dell’ordine. Per la sorella, comunque, non c’era più niente da fare. Chi conosceva l’anziana e suo fratello stenta a credere all’ipotesi dell’omicidio. Entrambi soli, vivevano assieme praticamente da sempre e lui era affezionatissimo a quella sorella più grande che, dopo la scomparsa della madre, tanti anni fa, era diventata il suo punto di riferimento, quasi una seconda mamma. Andreina, colpita anni fa da un ictus, non aveva grossi problemi di deambulazione, ma della spesa e delle faccende di casa si occupava lui. Per poter assistere in modo migliore la sorella aveva anche assunto una badante, giusto la settimana scorsa. Il rapporto di lavoro però non aveva funzionato e Giulio, nei giorni scorsi, aveva deciso di liquidare la donna e di cominciare una nuova ricerca. Nel frattempo si era organizzato chiedendo temporaneamente aiuto, dietro compenso, a una vicina di casa.

Un quadro tutto sommato normale, quando in casa ci sono delle persone in là con gli anni che non possono fare tutto da sole. Per questo, oltre che per il carattere estremamente tranquillo e mansueto dell’uomo, nessuno vuole credere che abbia perso la ragione, sia pure per un attimo solo, spingendosi fino al punto da togliere la vita a una persona tanto amata. Inevitabilmente, però, è stato dichiarato in stato di fermo e condotto nella casa circondariale di via Caimi in attesa dell’interrogatorio di convalida del provvedimento. Assistito dall’avvocato Giuseppe Romualdi, deve rispondere di omicidio volontario. Agli inquirenti avrebbe spiegato di aver voluto risparmiare alla sorella l’agonia di una vecchiaia in precarie condizioni di salute. Il corpo della vittima, intanto, dopo la ricognizione cadaverica di ieri, è stato portato alla camera mortuaria dell’ospedale di Sondrio dove in questi giorni sarà sottoposto ad autopsia


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