Sondrio, troppi piccioni sui davanzali di fronte: e i panni non si stendono
La signora Margherita Trinca Rampelin sul balcone di casa (Foto by foto gianatti)

Sondrio, troppi piccioni sui davanzali di fronte: e i panni non si stendono

Da mesi ormai la signora Margherita la cui casa dà su via Bruto non può utilizzare il balcone.

Da mesi non può stendere i panni sul balcone di casa per la continua presenza di piccioni e guano sui davanzali delle finestre del palazzo di fronte: una situazione, questa, che Margherita Trinca Rampelin, originaria di Grosotto, ma da anni residente a Sondrio ha denunciato in più occasioni a vari enti, senza però ricevere risposta e, soprattutto, un intervento che sistemasse le cose.

E, adesso, l’anziana donna, che abita in via Mazzini 9 e il cui balcone dà su via Bruto, ha perso la pazienza: «Da mesi non riesco a stendere i panni e, tra l’altro, ogni volta che esco in balcone, per precauzione indosso una mascherina sulla bocca - raccontato la signora -. Ogni giorno arrivano decine e decine di piccioni e basta affacciarsi per vedere la sporcizia che lasciano».

Una situazione, come detto, che la signora Margherita riscontra ormai da mesi; proprio da mesi, però, gli appelli che rivolge alle istituzioni e le sue richieste d’aiuto cadono nel vuoto: «Tra fine luglio e i primi giorni d’agosto - spiega la donna - sono andata in Comune, ma lì mi hanno detto di rivolgermi all’Ats. Ho quindi parlato con il geometra Augusto Castellini che mi ha assicurato che avrebbe scritto una lettera al sindaco. Non è successo nulla di tutto questo e così, anche con l’aiuto di mio figlio che era rientrato temporaneamente dal Brasile, dove vive, ho avvisato l’amministratore di condominio che mi ha detto che avrebbe mandato un’ingiunzione, ma non ho saputo più nulla neanche da lui. In più, ho provato a chiamare l’ufficio d’igiene, ma mi risponde l’ufficio patenti. Per tutto questo sono costretta a stendere i panni da un’amica perché a casa mia non è davvero possibile». Anche perché, al di là degli indubbi disagi con cui deve fare i conti la donna, lo stato in cui versano i davanzali (e non solo) del palazzo in via Bruto non sono certo ideali da un punto di vista igienico-sanitario anche per chi in quella traversa vive o transita, senza considerare il “biglietto da visita” non certo lusinghiero per una via che, seppur secondaria, si trova alle porte del centro storico del capoluogo.

«Già una decina di anni fa - racconta infine la signora Margherita - quando venivano lasciati rifiuti in quella via e nonostante numerose segnalazioni nessuno faceva niente per risolvere la situazione, mio marito decise di rivolgersi al quotidiano “La Provincia di Sondrio” che pubblicò un articolo e una foto. Dopo tre giorni vennero a sgombrare i rifiuti. Anche oggi spero che, dopo che tutti i miei appelli sono caduti nel vuoto, far uscire la notizia sul vostro giornale possa servire a smuovere qualcosa».


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