Sondrio, rivincita delle “lingue morte”  Arriva il patentino di latinista
Angelo Grassi, dirigente del liceo Piazzi Lena Perpenti

Sondrio, rivincita delle “lingue morte”

Arriva il patentino di latinista

Al Piazzi Lena Perpenti per la prima volta le prove di certificazione. Affrontate e superate da 36 studenti del classico e dello scientifico di Tirano.

Tutti pazzi per il latino, lingua che si sta prendendo la sua personale rivincita vivendo una seconda giovinezza. Insomma, è tutto fuorché morta. Sono sempre di più i liceali, e Sondrio non fa eccezione, che decidono di arricchire il proprio curriculum scolastico con la certificazione linguistica. Basti dire che, nel giro di quattro anni, sul territorio lombardo si è praticamente triplicato il numero di studenti che hanno fatto la richiesta di affrontare la prova in latino dal 2015 ad oggi, cioè da quanto l’Ufficio scolastico regionale (Usr) della Lombardia ha deciso di promuovere lo studio e il rinnovamento della didattica delle lingue classiche siglando un accordo con la Cusl Lombardia (Consulta universitaria di studi latini) per mettere a punto un sistema di certificazione della lingua latina sul modello delle certificazioni delle lingue moderne.

Esattamente come per l’inglese, divisa per livelli: dall’A1 fino al B2 secondo il modello europeo. E quest’anno, per la prima volta nella sua storia, il liceo Piazzi Lena Perpenti (Plp) è stata scuola certificatrice: «Ad aprile - spiega il dirigente del Plp Angelo Grassi – si sono tenute per la prima volta nel nostro istituto le prove di certificazione di lingua latina per i livelli dall’A1 al B1. Hanno partecipato diversi studenti del nostro liceo classico e altri provenienti dal liceo scientifico Pinchetti di Tirano». Con risultati assolutamente positivi: «Su 37 iscritti, 36 hanno passato le prove, conseguendo la certificazione in base al livello per il quale si erano iscritti». Ci sono stati anche ragazzi del classico del Plp che hanno tentato il livello B2 in scuole milanesi abilitate al rilascio della certificazione.

Si sta comunque parlando di un “patentino”, che ha più un significato e un notevole peso anche in termini di occupazioni future, sostiene Grassi: «Oltre a certificare un interesse dal punto di vista culturale e di approfondimento della conoscenza della lingua latina, questa certificazione attesta delle indubbie capacità di problem solving. Competenze che acquisiscono notevole importanza in un curriculum di chi, un domani, al termine degli studi, ambisce a posizioni dirigenziali». A differenze delle certificazioni linguistiche delle lingue moderne – dall’inglese al tedesco, allo spagnolo -, che hanno un costo di iscrizione non indifferente (si arriva superare i 100 euro), quella per la lingua latina è al momento gratuita, proprio in virtù «del progetto messo a punto dall’Usr della Lombardia».

Le prove contemplate nella certificazione, che intende non solo descrivere il livello di competenza linguistica degli studenti, ma contribuire anche alla sperimentazione di didattiche innovative legate al latino, non sono solo semplici traduzioni, ma anche test per mettere alla prova la conoscenza attraverso il completamento di frasi o domande sull’uso sintattico, domande a risposta multipla.


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