Sondrio, paura sul colle di Triangia: «Sfiorati da colpi di fucile»
Il prato raggiunto dai pallini, alle spalle le antenne di Triangia

Sondrio, paura sul colle di Triangia: «Sfiorati da colpi di fucile»

La denuncia di tre famiglie che si trovano sopra Sondrio e che hanno avuto un incontro ravvicinato con i cacciatori.

Paura ma anche rabbia. Questo hanno portato a casa tre famiglie sondriesi da una gita sul colle di Triangia. Doveva essere una domenica all’aperto, una scampagnata autunnale per godersi gli ultimi tepori e invece si è trasformata in una disavventura. «Nessuno si è fatto male, ma ci è mancato poco - racconta Marzia Fioroni - che non accadesse una disgrazia».

«Avevamo deciso di trascorrere noi adulti (tre famiglie,ndr) con sei bambini, la domenica sopra Triangia, in un’area che credo faccia parte dell’ecomuseo, quindi una zona a vocazione turistica. Eravamo in un prato, vicinissimi ad un sentiero, quando ad un tratto abbiamo udito due colpi ravvicinati di fucile e una pioggia di pallini colpire alcune fronde vicinissime. Ci siamo messi a urlare per avvisare della nostra presenza, mentre alcuni di noi radunavano i bambini che stavano giocando sul prato».

Ieri, per la cronaca, si è aperta nel comprensorio di Sondrio la caccia alla lepre, mentre da mercoledì via libera a quella al fagiano. Quindi quasi certamente i colpi erano destinati alla “piuma”.

«Sempre urlando abbiamo raggiunto i due cacciatori, entrambi sui trent’anni e quando abbiamo detto loro cosa era successo e soprattutto quando abbiamo fatto notare che ci sono delle distanze da rispettare, ci hanno risposto che lì loro potevano stare. Che era un loro diritto, e che spostarsi dipendeva solo da una loro scelta, non da una nostra richiesta. Resici conto che avremmo solo sprecato fiato, abbiamo girato i tacchi. Certo che se le premesse sono queste, difficilmente si può parlare di turismo e di parco. A sentir loro questa non è che una “riserva” di caccia».


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