Sondrio, nasce la cittadella dei servizi alla persona: posti letto e di lavoro

Sondrio, nasce la cittadella dei servizi alla persona: posti letto e di lavoro

È soddisfatto del risultato il presidente Alberto Del Curto: «Col concorso di contributi e aiuti siamo riusciti a rispettare tempi e budget, anche se non ci nascondiamo che l’offerta non è ancora adeguata, ma non era ragionevole chiedere di più in questo periodo».

La promessa era stata fatta il 2 febbraio di tre anni fa da un gruppo di persone con a capo il presidente della Fondazione Casa di Riposo Città di Sondrio, Alberto Del Curto: sul terreno tra le vie Lusardi e don Bosco sarebbe sorto il nuovo Centro servizi alla persona.

Ieri l’inaugurazione. Una hall gremitissima, la luce che imperversava sovrana, la nuova struttura è stata benedetta da don Marco Zubiani, arciprete di Sondrio e quindi taglio del nastro tricolore. «Quella fredda mattina di febbraio promettemmo – ha detto Del Curto – e in questa splendida giornata (ieri,ndr), in cui ci sorride il sole, sciogliamo il nodo: tre anni meno due giorni».

Ora c’è una nuova realtà a Sondrio che va a completare l’offerta della Casa di riposo di via don Guanella (della quale è una componente) in un momento in cui risulta sempre più difficile accudire i propri anziani e si va incontro a lunghe liste di attesa. Complessivamente saranno 280 i posti a disposizione con il nuovo complesso che è già operativo dal 7 gennaio per quel che riguarda il Centro diurno disabili (al piano terra); nelle prossime settimane verrà gradatamente occupato con altre unità, servizi e, in particolare, dai posti per gli anziani. Un piano sarà dedicato interamente agli ospiti provenienti dalla Valmalenco, in virtù di un accordo stipulato a suo tempo. È soddisfatto del risultato il presidente Alberto Del Curto: «Col concorso di contributi e aiuti siamo riusciti a rispettare tempi e budget, anche se non ci nascondiamo che l’offerta non è ancora adeguata, ma non era ragionevole chiedere di più in questo periodo. Purtroppo la lista d’attesa rimane lunga, si è comunque fatto un passo avanti anche se l’intervento non è certo esaustivo rispetto alla domanda che c’è».

Una interessante constatazione non può essere evitata: già nel 2006 la Fondazione aveva parlato (precursore) di “Centro servizi alla persona” e ora la Regione, dopo otto anni, l’ha posto come proprio obiettivo, per i prossimi anni, con una delibera adottata nel dicembre 2014.

«Noi abbiamo coltivato l’idea, l’abbiamo adottata e progettata, fin da allora e l’abbiamo vista realizzata nei famosi “tre anni meno due giorni”» conclude Alberto Del Curto, che non vuole avventurarsi in ulteriori dichiarazioni, ma la constatazione sorge spontanea: furono lungimiranti allora gli attori di questa realizzazione o dalla Regione viene un “tacito” riconoscimento della (ancora una volta) bontà della valtellinesità?In entrambe le risposte i “nostri” ne vengono fuori alla grande.

«Un “esercito del sorriso” opera in queste strutture, uomini e donne (più donne) – ha detto il presidente in un passo del suo intervento – che danno il loro apporto a chi è qui per trascorrere la sua esistenza. Una compagine forte di 160 unità destinata ad arrivare a circa 200 nel corso del 2015. Tutto personale a tempo indeterminato e questa, con tutto l’indotto, in un momento difficile qual è quello attuale, può essere ritenuta una cosa positiva».

Un “bagno” di sole ha poi accompagnato gli intervenuti nella visita alla struttura che, in fatto di moderne tecnologie e di (antica, gradita) luminosità, non ha lasciato nulla al caso.


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