Sondrio, l’ex cotonificio perde i pezzi Calcinacci finiscono in strada
Le transenne sistemate nel punto in cui sono caduti i calcinacci ieri mattina

Sondrio, l’ex cotonificio perde i pezzi Calcinacci finiscono in strada

Si sono staccati ieri mattina a metà del rettilineo tra il tornante il località Gombaro e la zona del Piazzo. Sistemate le transenne, si attendo i risultati delle verifiche. L’attesa per il recupero dell’area ormai in disuso.

Dall’ex cotonificio Fossati cadono calcinacci e sulla strada arrivano le transenne, in attesa del responso dei vigili del fuoco. E intanto non si hanno notizie dai proprietari dell’ex fabbrica sulla partenza del piano di bonifica approvato nei mesi scorsi, un intervento da circa tre milioni e mezzo di euro per demolire le vecchie strutture e rimuovere alcune aree di terreno contaminato.

L’ultimo problema sull’ex complesso industriale si è registrato ieri mattina, quando dall’ala sud-ovest della vecchia fabbrica si sono staccati pezzi di intonaco e altro materiale che sono finiti sulla strada sottostante, all’incirca a metà del rettilineo fra il tornante in località Gombaro e la zona del Piazzo.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e gli agenti della polizia municipale, che hanno posizionato una serie di transenne per restringere la carreggiata ed evitare così che i veicoli passino sotto al punto da cui si sono staccati i calcinacci. «Ora aspettiamo la relazione dei vigili del fuoco – ha spiegato ieri pomeriggio il comandante dei vigili Mauro Bradanini –, poi in base alle indicazioni tecniche intimeremo alla proprietà di effettuare la messa in sicurezza. L’area interessata dal distacco del materiale non è ampia, ma si faranno le verifiche del caso». Non è la prima volta, come noto, che si verificano disguidi di questo tipo negli immobili dell’ex cotonificio, che i sondriesi chiamano ancora “Fossati” nonostante il passaggio ad Olcese e quindi a Newcocot: la fabbrica d’altra parte è chiusa da diversi anni, gli stabili sono in disuso e il tempo ha lasciato il segno.

Anche per questo nei mesi scorsi aveva suscitato grande attenzione l’approvazione in conferenza dei servizi del piano di bonifica elaborato dal nuovo proprietario del complesso, la società EuroMilano, specializzata nel recupero di aree industriali dismesse. Il piano, come si ricorderà, prevede l’abbattimento di tutti i fabbricati all’interno dell’ex area industriale, in varie tappe, e una serie di scavi selettivi per eliminare il terreno contaminato: le analisi effettuate nel 2015 hanno evidenziato la presenza di arsenico e tracce di rame, nichel e idrocarburi nei punti in cui operavano la lavorazione del cotone grezzo, la tintoria e il deposito del carburante, con concentrazioni di poco superiori ai limiti. Su questo fronte, però, al momento non ci sono stati sviluppi, dopo la presentazione del programma. «Finora la proprietà non ha fatto richieste per avviare la bonifica, che richiederà circa due anni di tempo – spiega l’assessore all’Ambiente Pierluigi Morelli -, né ha presentato un’ipotesi di recupero del complesso. Quando sentiremo la società per la messa in sicurezza dell’area interessata dalla caduta dei calcinacci chiederemo anche un aggiornamento sui tempi della bonifica e sugli eventuali progetti per il futuro».


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