Sondrio, l’arte di Vaninetti al Museo: allestita una sala con 16 tele
L’assessore comunale Marcella Fratta (a sinistra) e Alessandra Baruta, direttice del Mvsa

Sondrio, l’arte di Vaninetti al Museo: allestita una sala con 16 tele

Venerdì 6 dicembre ci sarà l’inaugurazione . «Nelle opere di questo grande artista ci sono storia e Dna della Valtellina».

Presentata nei giorni scorsi, sarà ufficialmente inaugurata venerdì 6 dicembre (alle 17,30) la sala, al piano terra del Museo valtellinese di storia e arte di Sondrio, dedicata al pittore Angelo Vaninetti. Nello spazio troveranno collocazione in modo permanente sedici opere che la figlia Annalisa Vaninetti ha donato al Comune di Sondrio. Un pittore, Vaninetti, che è «un’espressione forte del territorio valtellinese - come ha sottolineato l’assessore alla Cultura, Marcella Fratta -. Abbiamo voluto dare valore a questa donazione, di cui ringraziamo la figlia Annalisa, destinando una sala del Mvsa in modo che i cittadini ed i turisti possano leggervi un’interpretazione del nostro spazio montano. Nelle sue opere Vaninetti ha voluto lasciare memoria delle abitudini della vita contadina».

La carrellata delle opere, che sono state affidate alla custodia del Mvsa, esprimono a pieno i temi cari all’artista. «Ci sono le architetture e le abitazioni fatiscenti – ha proseguito Fratta -, i particolari delle finestre di un mondo che pare dimenticato, le nature morte. Opere intrise di malinconia tanto che un grande amico di Vaninetti, Wolfgang Hildesheimer, le definiva come “microcosmi di malinconia”, mentre per il pittore stesso la malinconia rappresentava “la felicità di essere tristi”.

E ancora i temi ritratti sono i fiori, piccoli fiori di montagna, grandi ortensie, un grande quadro di girasoli - non in fioritura ma in decomposizione - ed un ritratto dove compare la firma dell’artista (generalmente discreto in questo) qui leggibile. La sala offre ai visitatori uno spaccato sul nostro mondo e una serie di riflessioni, fra cui il valore dell’impegno, la riservatezza, la semplicità, la dignità. Siamo, dunque, orgogliosi di questa donazione».

La direttrice del Mvsa, Alessandra Baruta, ha parlato di una «sfida» soprattutto legata all’allestimento della sala, in quanto generalmente è la direzione a scegliere quali opere esporre in base al tema, questa volta, invece «abbiamo dovuto scegliere il percorso giusto con le sedici meravigliose opere che ci sono state donate, alcune delle quali di grandi dimensioni. Vaninetti era un artista versatile, dal tratto emozionante, artista capace di dialogare con la memoria dello spettatore. Bella l’idea di allestire la sala al piano terreno - peraltro sarà a ingresso gratuito sempre -, in modo che il visitatore possa rapportarsi più di una volta con i quadri del pittore».

Il Mvsa pubblicherà presto il secondo numero dei Quaderni del Museo dedicato proprio a Vaninetti. «Per noi è importante perché possiamo dare valore alla sezione del Novecento – ha aggiunto Baruta – che, per motivi di spazio, non è molto visibile. Inoltre caldeggiamo l’idea di un museo diffuso sull’opera di Vaninetti in collegamento con la Camera di commercio e il palazzo della Provincia ex Besta».


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