Sondrio, inchiesta sulle Rsa  si indaga per omicidio colposo
La pm Elvira Antonelli

Sondrio, inchiesta sulle Rsa
si indaga per omicidio colposo

L’indagine della Procura di Sondrio procede non solo con l’ipotesi di reato di epidemia colposa,

Ci sarebbe anche l’ipotesi di accusa di omicidio colposo, oltre a quella di epidemia colposa, tra i reati ascritti nel fascicolo contro ignoti aperto dalla Procura di Sondrio per fare luce sui decessi nelle case di riposo della provincia.

Sta proseguendo l’inchiesta condotta dal procuratore Claudio Gittardi e dal sostituto Elvira Antonelli, e anche se è prematuro parlare di novità o aggiornamenti, essendo ancora in corso le ispezioni dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Brescia, qualche passo avanti sembra essere già stato fatto. Infatti, come detto, pare che l’ipotesi accusatoria sia stata modificata: quando il fascicolo è stato aperto il reato contestato (pur contro ignoti) era solo quello di epidemia colposa; ora, invece, risulta essere stato aggiunto anche il reato di omicidio colposo tra quelli ascritti.

Un’inchiesta, continuiamo a precisarlo, che allo stato attuale non solo è in una fase esplorativa, con i militari del Nas che stanno visitando la maggior parte delle Rsa valtellinesi e valchiavennasche per acquisire le cartelle cliniche degli ospiti deceduti dal primo marzo e la documentazione relativa ai protocolli messi in atto dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ma non vede nessuno tra gli indagati. Non si esclude, però, che a breve possano essere iscritti sul registro degli indagati gli amministratori di alcune case di riposo della provincia di Sondrio. E alcuni di loro, a dire il vero, si aspettano di ricevere l’avviso di garanzia, un atto dovuto per poter approfondire le indagini e chiarire se ci siano state o meno responsabilità nelle numerose morti registrate nelle Rsa.

Un’indagine che punta a far luce non solo su quanti siano effettivamente i morti per Covid-19, ma anche quanti siano i casi di positività tra degenti e personale, e se siano state rispettate le misure di distanziamento e separazione tra gli ospiti Covid e quelli geriatrici. Le verifiche, che riguardano l’evoluzione sulla situazione a partire dal primo marzo, saranno anche sulla disponibilità dei presidi di protezione sia per i degenti che per il personale. Inoltre si effettueranno accertamenti anche sulla corrispondenza tra i vertici delle strutture e Regione Lombardia circa le disposizioni ricevute e la loro applicazione.

Tra le Rsa visitate dai Nas anche la Casa di riposo città di Sondrio, che ieri ha ricevuto gli esiti di 72 dei 76 tamponi eseguiti sugli ospiti. La percentuale di ospiti positivi al Covid 19 è molto vicina al 50%: 34 i tamponi positivi, 38 quelli negativi, 4 ancora in attesa dei risultati. Questo per quanto riguarda la struttura di via Gianoli, mentre in via Lusardi sono stati sottoposti a test solo 3 pazienti, e tutti sono risultati negativi al coronavirus. In via Don Guanella, poi, 4 dei 5 ospiti deceduti dal primo aprile erano positivi al Covid 19. Infine, tra il personale sono 7 gli esiti positivi al primo tampone, 9 i risultati in attesa per poter permettere il rientro a lavoro.


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