Sondrio, inaugurata la stanza protetta  «Da qui il coraggio di denunciare»
Il taglio del nastro della nuova stanza allestita in caserma

Sondrio, inaugurata la stanza protetta

«Da qui il coraggio di denunciare»

L’hanno chiamata “una stanza tutta per sé”. È un’aula protetta dove ascoltare i racconti di abusi.

Il coraggio di “trovare il coraggio” di fare cosa? Rivolgersi a chi? Andare dove? In ballo ci sono concetti come omicidio d’identità, riuscire a sfuggire a un incubo, violenza che molte volte non si vede (o si sottace).

Nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne una risposta l’hanno data ieri i carabinieri di Sondrio con il loro comandante Paolo Ferrarese e il Soroptimist di Sondrio con la presidente Lorena Bonetti e la vicepresidente nazionale Laura Marelli, tagliando il nastro inaugurale di “Una stanza tutta per sé”. «Soltanto il 14% delle donne che subiscono violenza – ha esordito Laura Marelli – denuncia i fatti; ci sono molte ragioni del perché non lo facciano, non ultimo anche una situazione economica che condiziona molto. Quasi la metà delle donne italiane tra i 15 e i 64 anni è priva di autonomia finanziaria, per cui dicono “sopporto perché da sola non ce la farei a vivere”. Ma anche ad andare a denunciare, dove vanno? In un ambiente rigido, un ambiente militaresco, in cui è difficile aprirsi. Per cui con queste “Stanze” ci auguriamo di aver creato una situazione che metta un pochino a suo agio la donna che viene a denunciare, per la quale significa ripercorrere con le parole le violenze subite, riviverle. Per molte è un ostacolo talmente grosso da non riuscire a raccontarlo, magari di fronte a qualcuno che verbalizza! Nelle stanze abbiamo un impianto di videoregistrazione, avvertiamo la donna che la riprendiamo e non la interrompiamo assolutamente nel suo calvario; così tutto dovrebbe diventare più facile. Il personale dei carabinieri è addestrato per questo scopo, uomini (con una sensibilità che non è solo prerogativa femminile) e donne, per cui tante “cadute accidentali”, tanti “tappi” che colpiscono un occhio, tanti “sportelli presi inavvertitamente in faccia” ridiventano quello che sono: violenze».

Numeri preoccupanti

I numeri purtroppo crescono sempre: siamo a 108 femminicidi (alla data di ieri) soltanto in Italia dall’inizio dell’anno, anche se siamo leggermente sotto la media europea.

Le stanze inaugurate sul territorio, dal primo ottobre 2015, sono 55 e oggi ce n’è una anche a Sondrio».

«La Stanza fa parte di un progetto (protocollo del 2014) che è stato stipulato tra il Soroptimist e il Comando generale dei carabinieri – ha detto il colonnello Paolo Ferrarese -; una stanza veramente accogliente, “costruita” allo scopo cui è dedicata, per far sì che le donne vittime di violenza non dovessero entrare in una caserma, ma in una stanza tutta per loro, nella quale sentirsi a proprio agio nell’esporre le drammatiche vicende che le hanno portate lì. Noi carabinieri interveniamo solo dopo che si è verificato un reato, per cui, nonostante questo locale sia davvero accogliente, mi auguro che non venga mai utilizzata, nel senso che non vorrei che mai nessuna donna avesse necessità di entravi. Chiudo con un plauso a queste giornate di iniziative a sostegno dell’abbattimento di questo fenomeno (della violenza “rosa”, ndr) veramente deplorevole».


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