Sondrio, chiusa la sede in città per Fratelli d’Italia: «Noi presi in giro»
Sede chiusa in piazzale Bertacchi

Sondrio, chiusa la sede in città per Fratelli d’Italia: «Noi presi in giro»

Duro comunicato firmato dall’avvocato Mingardi per annunciare la decisione in contrasto con i vertici.

Il gruppo sondriese “storico” di Fratelli d’Italia chiude la sede di piazzale Bertacchi e lascia il partito, che «di fatto è solo un trampolino di lancio per aspiranti politici, copia sbiadita di Forza Italia e Lega».

Nel mirino la nomina di un nuovo portavoce «senza nemmeno comunicarlo al precedente», ma anche la scelta di campo per le elezioni amministrative di Sondrio, a sostegno del candidato sindaco del centrodestra Marco Scaramellini. Ad annunciare la rottura all’interno del partito guidato da Giorgia Meloni è un comunicato firmato dall’avvocato sondriese Paola Mingardi, che nei mesi scorsi è stata fra i promotori del rilancio di FdI in città, con l’apertura della nuova sede in piazzale Bertacchi e l’attività in campagna elettorale per regionali e politiche. «Dopo le elezioni – si legge nella nota – la Meloni, pur complimentandosi per i buoni risultati ottenuti a Sondrio, ha nominato un nuovo portavoce di Fratelli d’Italia, senza nemmeno comunicarlo al precedente. Il gruppo che aveva riportato FdI in provincia comunica di aver abbandonato il partito e chiuso la sede, prendendo atto che FdI è di fatto solo un trampolino di lancio per aspiranti politici, copia sbiadita di Forza Italia e Lega (e a questa stregua, meglio gli originali)».

Poche righe, ma senza mezzi termini. «È arrivata una nomina di cui nessuno di noi sul territorio sapeva nulla – ha aggiunto Mingardi ieri pomeriggio -, una scelta calata dall’alto senza nemmeno avvisare. Per le elezioni comunali è stato deciso di sostenere Scaramellini senza discuterne nella nostra assemblea, all’interno del gruppo che in questi mesi si è impegnato e speso molto per riaprire una sede e riportare il partito in provincia. Ci sentiamo presi in giro. A questo punto vadano avanti loro, noi ce ne andiamo».


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