Sondrio, cellulare al volante: benvenuti al festival delle infrazioni
Basta trascorrere un’ora a bordo strada in una via del centro per raccogliere un vero campionario di violazioni alle norme sull’uso del cellulare mentre si guida

Sondrio, cellulare al volante: benvenuti al festival delle infrazioni

Basta trascorrere un’ora a bordo strada e si raccoglie un vero campionario di violazioni. Dalla telefonata al messaggino: troppe le distrazioni.

Chi telefona senza vivavoce, chi sbircia verso lo schermo tenendo il cellulare in basso perché si veda meno dall’esterno, chi in coda al semaforo scrive email o messaggi. Basta trascorrere un’ora a bordo strada in una via del centro per raccogliere un vero campionario di violazioni alle norme sull’uso del cellulare mentre si guida: l’esperimento l’abbiamo fatto in via Trento sabato mattina, fra le undici e mezzogiorno (minuto più, minuto meno), in un momento in cui la zona è particolarmente frequentata per la presenza del mercato settimanale, come ben sanno i sondriesi. Ma pure nel viavai di pedoni, biciclette, veicoli che parcheggiano o ripartono uscendo dagli stalli, tanti automobilisti non posano il cellulare, alcuni per telefonare, molti per scrivere, e che siano messaggi o email poco cambia: lo sguardo corre comunque allo schermo, anziché restare sulla strada. Difficile dare torto al comandante dei vigili Mauro Bradanini, insomma, quando lancia l’allarme su questi comportamenti tanto diffusi fra gli automobilisti in città: se n’è parlato diverse volte nelle ultime settimane, a partire dalla presentazione dei dati delle attività della polizia municipale nel 2018, quando il comandante ha sottolineato la preoccupazione per questo fenomeno e l’«insoddisfazione» per il calo delle multe, dovuto alle difficoltà di organico dei vigili.

Non solo: il comandante ha ricordato più volte che notare un gran numero di queste violazioni nelle strade della città è piuttosto semplice, come dimostra anche il nostro “esperimento”, ma contestarle ed emettere la sanzione «spesso è difficile» dal punto di vista operativo.

Per questo Bradanini vedrebbe di buon occhio l’inasprimento delle sanzioni, vedi la sospensione della patente già alla prima violazione, come da proposta all’esame della commissione Trasporti della Camera. L’idea, come hanno spiegato i rappresentanti della polizia stradale ai parlamentari, è che una sanzione molto più pesante possa funzionare da deterrente rispetto all’uso scorretto dei cellulari, che secondo le statistiche sta diventando la principale causa di distrazione e di incidenti. Un problema che crea rischi seri anche nel contesto urbano, ha spiegato nei giorni scorsi Bradanini commentando le notizie da Roma, perché «un istante di distrazione può portare conseguenze nefaste».

Per i prossimi mesi il comando della polizia municipale ha annunciato particolare attenzione sulle strade cittadine proprio all’uso scorretto dei cellulari al volante, ora che le carenze di organico saranno presto sanate con quattro nuove assunzioni.

In altre realtà, intanto, c’è chi si è organizzato con una campagna di controlli a sorpresa un po’ particolare: a Erba il comandante dei vigili Giovanni Marco Giglio un paio di volte alla settimana si apposta con il cannocchiale lungo una via, per individuare a distanza quanti usano lo smartphone mentre guidano. Lì nei pressi si posiziona la pattuglia, che man mano fa accostare e sanziona i trasgressori segnalati dal comandante. Un sistema ispirato alla polizia svizzera, ha spiegato Giglio, che nelle prime giornate di applicazione ha portato a multare una media di cinque automobilisti ogni ora.


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