Sondrio, caso di Tbc all’Itis Mattei  Test su studenti e professori
Dopo un primo ricovero a Sondrio, il ragazzo è stato trasferito all’ospedale Morelli di Sondalo

Sondrio, caso di Tbc all’Itis Mattei

Test su studenti e professori

Avviata dall'Ats la profilassi dopo il ricovero di un sedicenne. Il giovane ora sta meglio ed è in cura all’ospedale Morelli di Sondalo.

Ad essere colpito un ragazzo di 16 anni che, proprio per i sintomi della malattia, era stato ricoverato lo scorso 14 marzo nel reparto di pediatria dell’ospedale di Sondrio. Gli accertamenti medici hanno portato a diagnosticare la Tbc, tanto che due giorni dopo il giovane è stato trasferito nel reparto di tisiologia del Morelli di Sondalo per le cure del caso. Sta reagendo bene alla terapia ed è fuori pericolo, ma ovviamente, visto il rischio che altre persone possano essere state contagiate, è stata avviata, dal Dipartimento di igiene e prevenzione dell’Ats della Montagna, la profilassi del caso.

«Appena avvisati dall’Azienda socio sanitaria territoriale - spiegano dall’Agenzia di tutela della salute - abbiamo avviato un’inchiesta epidemiologica, per individuare le persone che sono state a più stretto contatto con il ragazzo. Sono quindi stati sottoposti al test di Mantoux i familiari e, successivamente, i compagni di classe, i docenti e il personale Ata dell’Itis Mattei». Il ragazzo è infatti iscritto al primo anno dell’istituto tecnico di Sondrio. Per evitare inutile panico sono ovviamente state contattate le famiglie degli studenti, spiegando la profilassi avviata e dando chiare indicazioni sulle procedure previste. Questa mattina verrà fatta la lettura dello screening (una quarantina in tutto i test che sono stati fatti finora) e sulla base dei risultati si deciderà come procedere.

Non risulta al momento che altre persone abbiano manifestato sintomi della malattia e va precisato, spiegano dall’Ats, che anche una eventuale positività al test che è stato eseguito non indica che un soggetto è malato, ma soltanto che nel corso della vita è venuto a contatto con il bacillo della tubercolosi». Può quindi svolgere una vita normale senza dover essere sottoposto ad isolamento.Nel frattempo la scuola ha fatto tutto il necessario per informare le famiglie degli studenti, pur tutelando la riservatezza del ragazzo colpito dalla malattia. Pochi però i genitori che hanno richiesto informazioni al servizio sanitario.


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