Sondrio, cantiere infinito nell’area ex Carini: «Adesso basta»
I cittadini lamentano la pericolosità di via Vanoni per pedoni e ciclisti (Foto by foto gianatti)

Sondrio, cantiere infinito nell’area ex Carini: «Adesso basta»

Raccolta firme dei residenti della zona che lamentano anche i pericoli per ciclisti e pedoni. L’assessore Mazza: «Stiamo trattando con l’impresa».

Sulla situazione dell’area ex Carini si riaccendono le proteste dei residenti del quartiere, preoccupati per la sicurezza di pedoni e ciclisti su via Vanoni e stanchi di vedere «lamiere abbandonate, teli di copertura strappati e svolazzanti» e rifiuti nello scavo nell’area nord del complesso. Dopo le proteste dello scorso anno, di recente la questione è finita di nuovo sul tavolo del Comune con una raccolta di firme «per chiedere chiarimenti al sindaco, consapevoli che il danno è stato fatto dalle amministrazioni precedenti», spiegano i promotori dell’iniziativa in una lettera aperta che non risparmia le critiche alla società protagonista del recupero dell’ex complesso industriale, l’impresa Quadrio.

Nella lettera i residenti segnalano una serie di problemi specifici, vedi la situazione delle recinzioni, ma esprimono anche un’osservazione generale: «“Sondrio è città legata soprattutto al territorio montano”, questo è ciò che si legge nei siti internet quando si cercano informazioni sulla città - affermano nel testo -. Bella come definizione, ci si immagina una città immersa nel verde. Peccato che, in una delle entrate principali di Sondrio, troviamo ad accoglierci blocchi di cemento e un cantiere aperto da anni. Non si capisce come l’impresa Quadrio non riesca a terminare i lavori».

E secondo il gruppo il risultato è «un’orribile presentazione della città». Sulla situazione del complesso ex Carini l’amministrazione guidata dal sindaco Marco Scaramellini si è attivata «già dallo scorso anno», assicura l’assessore all’Urbanistica Carlo Mazza, con lettere e vari incontri con l’azienda. Ora potrebbe prospettarsi una soluzione per il problema della strettoia sul marciapiede di via Vanoni, ma i tempi non saranno brevi, spiega Mazza: «Con gli strumenti che il Comune ha a disposizione, stiamo facendo quello che possiamo - sottolinea l’assessore -. Abbiamo chiesto di sistemare le aree e di individuare una soluzione per il marciapiede e la pista ciclabile di via Vanoni, nel tratto in corrispondenza dello scavo per le fondamenta di un palazzo che non è ancora stato costruito. Da poco l’azienda ci ha inviato una proposta che prevede la costruzione di un contromuro e di una soletta per ampliare il marciapiede, con l’impegno ad iniziare i lavori entro la fine dell’anno. Non sarà un intervento semplice - ribadisce l’assessore -, prossimamente ci saranno altri incontri con l’impresa e continueremo a seguire con attenzione la questione, come ho assicurato anche ai cittadini nell’incontro che abbiamo avuto recentemente».

Nel frattempo l’amministrazione comunale sondriese «ha preso in carico» il giardino intitolato a Don Gnocchi, segnala ancora Mazza, e ha sollecitato l’impresa per la sistemazione delle recinzioni delle aree di cantiere. Secondo l’assessore, comunque, non bisogna dimenticare un aspetto della questione: «La convenzione con il Comune non è ancora scaduta e parliamo di interventi all’interno di un piano lungo anni – rimarca Mazza -, sul quale l’impresa ha realizzato le opere pubbliche concordate. Bisogna mantenere un equilibrio nella valutazione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA