Sondrio, Poggiridenti custodirà le chiavi  del Carnevale
Il gruppo di Poggiridenti si è aggiudicato la sfilata

Sondrio, Poggiridenti custodirà le chiavi

del Carnevale

Con il suo carro ispirato alle missioni lunari si è aggiudicato l’edizione 2019 della riuscita rassegna.

Il passaggio di consegne c’è stato: i reali di San Rocco hanno ceduto lo scettro del Carnevale dei ragazzi 2019 a quelli di Poggiridenti, in sfilata col carro Appoggi11 sul tema “Lo sbarco sulla luna, 1969-2019”.

Le votazioni di piazza Garibaldi, al termine della sfilata, hanno sancito: 1) Appoggi11 (Poggiridenti) punti 327; 2) Pippi calzelunghe (oratorio don Maccani, Sondrio) p. 305; 3) Made in Eataly (salviamo il cibo italiano) di Castione p. 302. Ed è calato il sipario sull’undicesima edizione di una manifestazione che è entrata a pieno titolo nel cuore della tantissima gente assiepata sul percorso e in piazza Garibaldi. Fonte di spensieratezza e allegria, forte di coriandoli e simpatia, di damine, mascherine, uomini mascherati, orsi e anche cani, i 13 carri coi gruppi ospiti di Carneval Vecc (Grosio) e Carnevale dei Matt (Bormio) ci hanno dato dentro, si sono impegnati a che festa fosse; e festa è stata.

L’apertura della sfilata, dal cortile dei Salesiani, è stata della banda cittadina Celestino Pedretti che ha subito iniziato con una Star Wars, sfociata pure in una partenopea Funiculì, funiculà (Jammo, jammo, ’ncoppa jammo ja’) e Love me do (Beatles) in piazza Garibaldi. A seguire le maschere di Bormio, Carnevale dei Matt, quindi quelle di Grosio (Carneval Vecc). Poi la lunga teoria di carri allegorici preceduti da Re e Regina uscenti.

Il primo è stato “E… stiamo al tempo” (San Rocco), una corsa nei millenni di egiziani, legionari romani della XIX Spqr, Dante Alighieri e E=mc2. Non potevano mancare i Ghostbusters che hanno “vigilato” su tutto il percorso, gli alieni (quanti alieni, anche ET) provenienti dalla Valle degli Ufo (la Valmalenco) e quindi una invasione di mattoncini “con la varicella”, i lego dell’istituto Imbasciati nel ponte dell’amicizia.

Ancora la luna nei sogni degli Orobici lunatici (Piateda, Boffetto, Busteggia, Faedo), quindi un bastimento dalla Transilvania di “draculine e draculini” (Sacro Cuore) e un più prosaico “En se busacc” con polenta, formaggio e salame di che far sfamare Polifemo. Seguiva il carro dei vincitori di Poggi ai quali succedevano quelli di Castione “made in Eataly” (terzo classificato), “Save the children” di Tresivio (piccoli ma non meno terribili nel lancio dei coriandoli), poi la “Dottoressa Peluche e i suoi magici assistenti” (Tresivio) e, chiudeva la sfilata, “Pippi calzelunghe” del don Maccani, secondo classificato.

Ogni carro aveva il suo seguito di scatenati: immaginabile quindi il morbido tappeto sul quale alla fine ci si è trovati a sfilare. Don Umberto Lumina ha così ereditato le chiavi della città consegnate direttamente dai reali uscenti di San Rocco e ci ha detto: «Sono contento per questo momento che stiamo vivendo; è una vittoria anche questa, non un momento dei più importanti, ma è pur sempre una vittoria. Le chiavi adesso le custodiamo per un anno; il messaggio di tutto? L’uomo è arrivato anche sulla luna e quindi l’ingegno umano, messo alla prova, ha dato frutto, ha dato qualcosa».

Tutte le mascherine di Poggi erano in tuta bianca Nasa. Ci ha detto mamma Emanuela: «Le abbiamo cucite tutte noi mamme per i bambini che sul carro erano una trentina. Un bello sforzo, ma ne è valsa la pena».


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