Sondalo, scendono i ricoverati  Ma si contano ancora sei morti
Uno dei reparti Covid dell’ospedale Morelli

Sondalo, scendono i ricoverati

Ma si contano ancora sei morti

I nuovi positivi sono 87 Lo scorso lunedì erano 14 in più Al Morelli pazienti dimezzati

Scendono ancora i casi Covid attivi in provincia di Sondrio e scendono, in modo significativo, anche i pazienti ricoverati al Morelli. Stabili i nuovi positivi, mentre salgono, purtroppo, i morti. È sempre a “montagne russe” l’andamento Covid in provincia di Sondrio, tratteggiato dai bollettini di Ats della Montagna, di Asst e di Regione Lombardia.

Asst, in particolare, indica in 87, 14 in meno di lunedì scorso, i pazienti ricoverati al centro Covid Morelli, di cui cinque in Terapia intensiva. Dimezzati, anche questi ultimi, rispetto al dato della scorsa settimana. Sei, invece, i decessi, in meno di una settimana, quattro uomini e due donne, di cui, uno nato negli anni Venti, uno negli anni Trenta, tre negli anni Quaranta e uno negli anni Cinquanta.

Al riguardo, il report di Ats della Montagna, ieri, ne censiva quattro, per un totale di 448 morti da inizio pandemia, per Covid certificato, in provincia di Sondrio.

Positivo, infine, il saldo fra i ricoveri e i dimessi, considerato che i secondi sono prevalenti sui primi, si parla di 23 dimissioni contro 15 ricoveri da lunedì scorso a ieri. In pratica, riferiscono da Asst Valtellina e Alto Lario, «la scorsa settimana arrivavano al Morelli fra gli otto e i dieci pazienti al giorno, mentre in questa si è scesi a circa quattro. E’ ancora prematuro trarre conclusioni - proseguono da Asst -, perché nelle scorse settimane, la lenta discesa iniziata alla fine di dicembre si era fermata all’improvviso, tuttavia quella che si sta manifestando è una tendenza decisamente positiva, seppur in attesa di conferma».

E di diminuzione della pressione sull’ospedale di Sondalo parla anche Tommaso Saporito, direttore generale di Asst «che ci auguriamo si rafforzi nei prossimi giorni, con un calo anche maggiore - dice -, perché tutti auspichiamo un ritorno alla normalità che, ora, in presenza del vaccino, è più vicino. Ma fondamentale non commettere l’errore di abbassare la guardia in questa fase».


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