Soccorso in ritardo  Documento di 16 sindaci    «Rimuovete il capo di Areu»
L’elicottero dell’Areu, di base a Caiolo

Soccorso in ritardo

Documento di 16 sindaci

«Rimuovete il capo di Areu»

Documento dei primi cittadini dell’Alta Valle e del Tiranese sul depotenziamento del soccorso: chiesto l’elisoccorso h24 e il rilancio dell’ospedale di Sondalo

I sindaci dell’Alta Valle e del Tiranese compatti (Livigno, Valfurva, Bormio, Valdidentro, Valdisotto, Sondalo, Grosio, Grosotto, Mazzo, Tovo, Vervio, Sernio, Lovero, Tirano, Bianzone e Villa di Tirano) chiedono a Regione Lombardia la rimozione dall’incarico del direttore generale di Areu, Alberto Zoli, responsabile, secondo loro, «del drastico depotenziamento del sistema di emergenza-urgenza in Valtellina negli ultimi anni e dell’impoverimento, se non azzeramento, dell’assistenza sanitaria».

Una presa di posizione dopo la scomparsa di Daniele Bradanini, artigiano di Valdidentro, colpito da infarto e trasportato in autoambulanza all’ospedale di Sondrio dove è spirato: «Già noti fatti di cronaca che hanno scosso la nostra Valle pochi giorni fa, ma che rappresentano l’evoluzione di una serie di disservizi e impoverimenti all’offerta sanitaria e al servizio di emergenza/urgenza inferti, negli anni, al nostro territorio» esordiscono i sindaci nella loro missiva al Pirellone.

«La situazione si è aggravata ulteriormente un anno fa, quando l’ospedale Morelli di Sondalo è stato completamente svuotato di contenuti e convertito in presidio Covid-19, con il conseguente trasferimento del Dea di II livello e del servizio di emergenza-urgenza nell’inadeguato ospedale di Sondrio, con inevitabili ripercussioni sulla tutela della salute dei nostri cittadini».

Non usano mezzi termini i sindaci nell’accusare la Regione: «La drammatica vicenda accaduta a Valdidentro era già stata ampiamente preannunciata, nei mesi scorsi, quando i sindaci dell’Alta Valle avevano formalizzato le loro preoccupazioni in un esposto all’autorità giudiziaria affinché venisse garantita la sussistenza del diritto di ogni cittadino connesso agli standard operativi strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza minima ospedaliera». 

Preoccupazioni dovute «a un sistema di emergenza e urgenza rivelatosi pericolosamente inefficace a causa di scelte gestionali inopportune e inadeguate, come quelle di dotare la provincia di Sondrio di un elicottero abilitato al volo notturno - ma disponibile solo in determinate fasce orarie - stante il basso numero della popolazione servita, con la previsione, per le richieste di soccorso che giungono durante la notte, di impiegare, ove disponibili, gli elicotteri di Brescia e Como operativi h24 e di allocare sul territorio auto mediche prive della fondamentale figura del medico rianimatore».

Per i sindaci, all’ulteriore aggravamento della «percezione di insicurezza sull’assistenza sanitaria nella popolazione, fattasi via via crescente con il progressivo depauperamento dei reparti ordinari e del servizio di emergenza/urgenza all’ospedale Morelli a favore dei posti letto Covid-19, si somma la forte preoccupazione per un sistema che si è rivelato pericolosamente lacunoso e inadeguato. Le scelte di Areu non sono rispondenti alla sacrosanta esigenza di tutela della salute che dovrebbe poter contare, invece, su un sistema di soccorsi certi e adeguati nei modi e nei tempi. Vivere in territori montani, molto vasti e articolati, dalle enormi criticità metereologiche e viabilistiche e con soglie demografiche ben lontane da quelle riscontrabili nelle città, non può e non deve essere una giustificazione a simili disservizi e trattamenti. Un sistema inefficace che mette in pericolo la salute di tutti i cittadini e turisti che vivono la montagna e che necessita di una rivisitazione globale».


© RIPRODUZIONE RISERVATA