Soccorsi in montagna, Sondrio al top
Spesso il rientro dei volontari da una missione è insidioso quanto l’intervento stesso

Soccorsi in montagna, Sondrio al top

La Valtellina in testa alla classifica per numero di interventi: 301 sui 1.233 effettuati in Lombardia. In arrivo un’applicazione per ricevere in tempo reale sullo smartphone notizie utili sul pericolo valanghe.

Nel 2018, in controtendenza con i dati nazionali (che parlano del più alto numero di missioni nella storia del Soccorso alpino, con 9.554 interventi), il Cnsas lombardo ha registrato un lieve calo nel numero di eventi, ossia 1.233 rispetto ai 1.270 del 2017. In particolare, su 1.273 persone soccorse, 483 - ossia meno del 30% - sono risultate illese, 60 decedute e 15 disperse.

In 909 casi, su 1233 interventi, sono stati utilizzati elicotteri per il soccorso, provenienti per la maggior parte (870) dalle cinque elibasi lombarde di Areu (Agenzia regionale per l’Emergenza Urgenza) e per la restante parte da esercito, guardia di finanza, vigili del fuoco, protezione civile, altre regioni o Paesi confinanti. Il più alto numero di interventi è stato effettuato dal 118 di Sondrio (301, all’incirca il 25% del totale), seguito da quello di Bergamo (214), di Como (172), di Brescia (124) e di Milano (18).

Le principali cause degli incidenti in montagna o in altro ambiente impervio (secondo i dati del Cnsas) sono le cadute (37%), i malori (12,7%), ma anche la perdita di orientamento (7,8%). Mentre le attività praticate al momento dell’infortunio e della conseguente richiesta di soccorso sono in linea con le tendenze nazionali, ossia per il 36,5% le chiamate riguardano l’escursionismo, per il 12,4% lo sci alpino in pista, per il 5,9% l’alpinismo, per il 5,5% la mountain bike e per il 4,9% la ricerca dei funghi.

L’età delle persone soccorse in Lombardia in ambiente impervio è prevalentemente compresa tra i 40 e i 60 anni (28% circa), ma è ancora alto anche il numero dei non più giovani soccorsi (28%). Anche dal censimento annuale effettuato da Regione Lombardia in collaborazione con le Comunità montane e con i gestori delle piste, si evidenzia una diminuzione media degli infortuni del 9% nei diversi comprensori sciistici lombardi nell’ultimo anno. La causa degli infortuni sciistici risulta quasi sempre accidentale (79%), tranne nel caso di scontri con altri sciatori (circa il 7%). La maggior parte degli infortuni riguarda uomini (nel 58% dei casi) e avviene in piste di media difficoltà (“rosse” per il 65% dei casi), solo una minima parte sulle facili (“blu”, il 20%) e sulle più difficili (“nere”, il 15%). L’età prevalente delle persone coinvolte in incidenti sciistici sulle piste da sci lombarde va dagli 11 ai 20 anni.

Proprio per diffondere una maggiore cultura della sicurezza in montagna e sensibilizzare il sempre maggiore numero di persone che la frequentano ad evitare inutili rischi, Cnsas, insieme a Cai (Club Alpino lombardo) e guide alpine porta avanti da tempo un progetto di sensibilizzazione e formazione “Sicuri in montagna”, un laboratorio di proposte permanente per far apprezzare l’ambiente montano senza correre inutili rischi. Regione Lombardia agisce unitamente alle guide alpine grazie a una convenzione triennale sulla formazione dei professionisti e, attraverso il progetto “Promo”, sulla diffusione dell’utilizzo dei dispositivi di autosoccorso, a disposizione dei cittadini.

Inoltre, nell’ottica di una sempre più responsabile e sicura fruizione della montagna, dalla collaborazione tra la Dg Sport e Giovani e Aria spa sta per essere realizzata una app mobile che permetterà agli utenti di ricevere in tempo reale informazioni sulle valanghe e avvisi di criticità di protezione civile.


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