Skiarea, azioni dei Comuni sotto esame  La Corte dei Conti vuol vederci chiaro
La skiarea della Valchiavenna al centro di un progetto di rilancio

Skiarea, azioni dei Comuni sotto esame

La Corte dei Conti vuol vederci chiaro

Richiesta di delucidazioni per capire se esistono i presupposti per la partecipazione. Previsto un piano di rilancio per frenare i bilanci in perdita, ma Prata preferisce vendere.

Comuni della Valchiavenna, a che punto siete con il rispetto della legge sulle società partecipate? Si torna a parlare delle azioni dei Comuni della valle nella società pubblico-privata Skiarea Valchiavenna Spa, che gestisce gli impianti di risalita di Vallespluga e Val di Lei.

Tutto parte da una lettera di richiesta di chiarimenti inviata dalla sezione lombarda della Corte dei Conti, che fa riferimento al decreto legislativo 175 del 2016. Norma che prevede l’obbligo per gli enti pubblici di verificare annualmente se esistono i presupposti per il mantenimento delle loro quote azionarie in società partecipate. Non è la prima volta che il tema finisce sul tavolo degli enti locali. Nel 2013 si era sviluppato un ampio dibattito in merito. Tutto ruota, visto che fino allo scorso anno i risultati economici di Skiarea Valchiavenna erano negativi, attorno al concetto di interesse generale dei servizi erogati. Bisogna capire se secondo la legge gli enti locali, dal novero sono esclusi Piuro, Campodolcino, Madesimo, Comunità montana e Provincia, hanno diritto a detenere quote di società in perdita in quanto le stesse erogano o gestiscono servizi coerenti con i fini istituzionali dell’ente. Alcuni Comuni della valle avevano avviato il procedimento di dismissione in privato, poi tutto si era fermato. Il valore della partita è simbolico e politico. A parte gli enti citati, per tutti gli altri le partecipazioni azionarie nella società sono ridotte.

Il problema grosso di Skiarea Valchiavenna rispetto alla legge sono i bilanci in perdita. Negli ultimi anni è sempre stato così con bilanci chiusi con perdite che vanno da 420 mila euro a 1,4 milioni. Nell’attesa di capire i contorni del bilancio 2017, fa eccezione il 2016 che ha visto un passivo contenuto: 69 mila euro. Frutto del grande lavoro di razionalizzazione dei costi avviato dalla società del presidente Luca Caniato. Un quadro in netto miglioramento che potrebbe portare presto a utili. In quel caso agli enti locali basterebbe aspettare.

Skiarea ha anche un notevole piano di rilancio dal punto di vista degli investimenti. Finanziato quello per la realizzazione di una grande vasca di accumulo di acqua, ritenuta indispensabile per l’innevamento artificiale, in località Groppera. L’altro maxi intervento, per il quale servono diversi milioni ma che è meno urgente, è la sostituzione della funivia per il Groppera, a servizio della Valle di Lei.

Chi ha deciso di non aspettare e ha avviato la messa in vendita delle azioni è il Comune di Prata Camportaccio. Si parla sempre di quote azionarie ridotte. Quasi una partecipazione simbolica. Lunedì sono scaduti i termini per la prima presentazione di manifestazioni di interessi riguardanti la vendita delle azioni di Prata.

Si parla di 4000 azioni, per una cifra attorno a 10mila euro, che saranno vendute con un taglio di minimo 100 azioni. Non siamo ancora, comunque, alla vendita vera e propria, molto probabilmente serviranno altri passaggi e un bando vero e proprio. Successivamente sarà necessario trovare gli acquirenti.


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