Ski area di Madesimo al via il 2 dicembre «Taglio ai costi e conti in regola»
Tutto è pronto per una nuova stagione che la società affronta dopo aver trovato un punto di equilibrio nella situazione economica

Ski area di Madesimo al via il 2 dicembre «Taglio ai costi e conti in regola»

L’ultimo bilancio mostra una crescita nei biglietti venduti e un buon fatturato

L’ad Vaninetti: «Gli investimenti non si fermano perchè l’innevamento è indispensabile».

«L’opera di ristrutturazione e contenimento dei costi è stata completata. Ora dobbiamo crescere per investire nella Val di Lei». Ski area Valchiavenna si prepara all’avvio stagionale, in programma per il 2 dicembre, ed Enrico Vaninetti, uno dei due amministratori delegati (l’altro è Mario Rotti) della società presieduta da Luca Caniato, illustra la situazione attuale e gli scenari futuri.

Si parte dai conti che, a differenza del passato, permettono di stare ben più sereni. La vendita dei biglietti ha permesso di ricavare, al 30 giugno del 2017, 4.853.523 euro, con una differenza positiva di circa 30mila euro rispetto alla stagione precedente.

«Nel 2016-17, anche a causa delle difficoltà meteorologiche, con la neve che è arrivata tardi e in primavera se n’è andata molto presto, abbiamo mantenuto un fatturato pari all’anno precedente - premette Vaninetti -. Ma a differenza del 2015-16 abbiamo chiuso il bilancio con un piccolo utile, visto che si è completata l’opera di ristrutturazione e di contenimento dei costi iniziata alcuni anni fa».

La società, insomma, è stata messa in equilibrio dal punto di vista del bilancio annuale e la speranza è che con un po’ più di neve e un aumento dei ricavi si possa concludere la stagione con un buon utile. «Fino al 2009 il fatturato superava i 7 milioni di euro. Successivamente c’è stato un crollo di circa il 25%, ma la politica di contenimento dei costi ha determinato questa situazione equilibrata, nonostante la riduzione dei ricavi».

Anche da Madesimo si guarda con attenzione alle discussioni relative alla nuova legge regionale su gli impianti, indispensabile per un settore che complessivamente ha superato i 150 milioni di euro di debiti in provincia. In attesa di possibili cambiamenti strutturali per il comparto, ci si concentra su azioni di minore entità, ma più concrete.

La Regione ha riconosciuto un contributo per l’innevamento, con una normativa che garantisce un supporto non solo per la stagione passata, ma anche per i prossimi due anni. Secondo Anef, la principale associazione delle imprese del settore, una media stazione spara dai 60mila ai 3-400mila metri cubi di neve. La spesa va da 1,60 euro a 2,50 al metro cubo compresa la lavorazione della neve. In termini di superficie, un metro quadrato di pista costa circa 80 centesimi. La preparazione di un tracciato largo trenta metri e lungo 2,5 chilometri, ad esempio, può determinare l’esborso di circa 60mila euro. Se ci fosse sempre e dappertutto la neve naturale, basterebbe qualche centesimo di euro a metro quadrato. «Regione Lombardia ha la consapevolezza del problema delle stazioni sciistiche, che devono assolutamente poter contare su un innevamento adeguato - prosegue Vaninetti -. Teniamo conto del fatto che i contratti stipulati con gli operatori, soprattutto quelli stranieri, prevedono la presenza delle comitive con la garanzia del 50% delle piste aperte. L’innevamento artificiale, alla luce dei cambiamenti climatici, sarà il principale problema che dovranno affrontare le società del nostro settore. Noi ci crediamo e continuiamo la politica degli investimenti. Abbiamo acquistato un nuovo gatto dal costo di 400mila euro e dei nuovi cannoni per migliorare l’innevamento delle piste».

Ski area ha dovuto rinviare la realizzazione del bacino per l’approvvigionamento di acqua, un’opera che per motivi di finanziamento slitterà alla prossima primavera. «L’obiettivo per la prossima stagione sarà la costruzione del laghetto e il raddoppio dei generatori di neve per assicurare una copertura ottimale nella fase iniziale della stagione, che sta diventando sempre più importante».

Nei prossimi anni ci sarà la necessità di rinnovare la funivia della Val di Lei, un’area da valorizzare anche in termini di nuove piste. L’ipotesi del tunnel, nella quale aveva creduto il Comune di Madesimo anche attraverso un progetto di finanziamento diffuso, è stata accantonata. «Ci vorranno venti milioni per realizzarla entro il 2023-24. Un investimento che dovrà essere supportato da una crescita del fatturato, altrimenti diventerebbe proibitivo realizzarlo».


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