«Situazione migliore  ma in chi non si vaccina  Vediamo casi gravi»
Chiara Rebucci coordina i reparti Covid dell’ospedale Morelli di Sondalo

«Situazione migliore

ma in chi non si vaccina

Vediamo casi gravi»

Chiara Rebucci coordina i reparti Covid dell’ospedale di Sondalo: «Stanno tornando le polmoniti»

La situazione relativa al Covid-19 in provincia di Sondrio è in netto miglioramento, pochi i casi registrati in queste settimane e ancor meno i pazienti in serie condizioni. A fare la differenza senza dubbio la campagna vaccinale.

A fare il punto della situazione è la dottoressa Chiara Rebucci, che coordina i reparti Covid dell’ospedale Morelli di Sondalo.

Dottoressa Rebucci, com’è attualmente la situazione all’ospedale di Sondalo?

La riduzione della pressione sul nosocomio è davvero molto consistente. Un po’ come è avvenuto l’estate scorsa vediamo pazienti che arrivano in ospedale per motivi diversi da problematiche di tipo respiratorio ma con tampone positivo, che poi ovviamente vengono ricoverati presso i nostri reparti e lì portano avanti il loro iter diagnostico-terapeutico.

Tutto come l’anno scorso in questo periodo, quindi?

In realtà no, stiamo notando anche alcuni fenomeni diversi rispetto a quelli evidenziati dodici mesi fa. Anche recentemente, ad esempio, abbiamo avuto alcuni casi di polmoniti, cosa che a giugno e luglio del 2020 non era accaduta, questo tipo di problemi sono poi “tornati” solo verso fine agosto. E, in particolare, si sono registrate anche alcune situazioni severe, solo ed esclusivamente, però, in pazienti non vaccinati.

Il vaccino, quindi, davvero sta facendo la differenza nelle condizioni dei pazienti Covid.

Assolutamente. Per rendere l’idea, è capitato di ricoverare persone che, appunto, sono arrivate al Morelli con tampone positivo, ma con problematiche non di tipo respiratorio, persone vaccinate e ad alto rischio, nel caso in cui non avessero avuto la protezione del vaccino, di sviluppare forme severe. Questa è un’ulteriore riprova del fatto che il vaccino funziona nel proteggere dallo sviluppo di polmonite. Non abbiamo più avuto, ad esempio, pazienti ospiti di case di riposo, dove tutti hanno già completato il ciclo vaccinale. Neanche uno.

In provincia di Sondrio sono stati isolati casi di variante Delta?

Ancora nessuno, ma probabilmente succederà. Ci sono stati nei mesi scorsi alcuni casi di variante inglese e brasiliana. Comunque, c’è da segnalare che in questo momento il numero di casi è basso, così come nel resto d’Italia. E noi sappiamo, ormai, che in Valtellina fenomeni come i contagi da variante si registrano con alcune settimane di ritardo rispetto ad altri territori, quindi le varianti arriveranno anche qui ed è normale che sia così. Soprattutto per quanto riguarda una variante come la Delta, che ha la caratteristica di essere estremamente diffusiva, ancor più rispetto a quelle precedenti.

La stagione estiva con l’arrivo di turisti potrà esporci ad un maggior rischio di contagio?

Ovviamente sì, perché gli arrivi dal resto della Lombardia, dell’Italia e anche dall’estero ci toglie dalla condizione di “isolamento naturale” che caratterizza il nostro territorio. Il rischio di un maggiore ingresso di varianti c’è. Ma non dobbiamo preoccuparci tanto dell’estate, perché il fatto che si sta molto più all’aperto aiuta a ridurre i contagi e a proteggerci dalla trasmissione dell’infezione. La cosa fondamentale, quindi, è sfruttare questi mesi per arrivare all’autunno con il completamento della campagna vaccinale, perché è in autunno che avremo il vero banco di prova. È naturale aspettarsi un nuovo aumento dei positivi dopo l’estate, ma essere positivi non significa essere malati. Se chi contrarrà il Covid-19 sarà però asintomatico o quasi non si verificherà un nuovo intasamento degli ospedali e, soprattutto, non ci saranno pazienti con forme severe. L’estate deve servire assolutamente per poter arrivare pronti all’autunno con una immunizzazione di comunità che ci permetterà di non trovarci davanti a una nuova preoccupante ondata.


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