Sintomi a scuola  Ecco quando scatta  il protocollo Covid
Due linee di febbre non getteranno più la scuola nel panico (Foto by foto gianatti)

Sintomi a scuola

Ecco quando scatta

il protocollo Covid

Nuove linee guidaLa Regione riscrive le regole In caso di tosse leggera, poca febbre e mal di testa non ci sono allarmi e si può rientrare senza certificato

Sondrio

D’ora innanzi l’alunno non dovrà più trattenere lo starnuto o il colpo di tosse fino a scoppiare. Pur di non essere additato come untore e non dover essere isolato nell’apposita area dedicata della scuola, per essere, poi, accompagnato a casa dai genitori in attesa del “verdetto” del tampone e della diagnosi formulata dal proprio pediatra o medico di famiglia.

Niente di tutto ciò, perchè le linee guida varate da Regione Lombardia lunedì, d’intesa con il Comitato tecnico scientifico regionale ed i rappresentati dei pediatri di famiglia e dei medici di medicina generale, parla chiaro.

E sottolinea che l’allontanamento dell’allievo-studente dalla propria classe non debba avvenire «in caso di raffreddore non accompagnato da febbre e-o altri sintomi quali, ad esempio, difficoltà respiratorie e tosse insistente - è scritto nelle linee guida - e, al pari, non debba avvenire in presenza di qualche colpo di tosse senza altri sintomi, di mal di testa lieve, di meno di tre scariche intestinali senza altri sintomi e di un singolo episodio di vomito senza altri sintomi». E precisa che la misurazione della febbre a scuola avvenga «dopo un riposo di almeno 30 minuti - è scritto - in un ambiente non surriscaldato, perché, soprattutto nei bambini, la temperatura può subire incrementi dovuti a fattori ambientali e all’attività fisica».

In caso di allontanamento dalla scuola, è precisato anche che la famiglia dello studente prenda subito contatto col proprio pediatra o medico per concordare l’iter successivo da seguire.

Nel caso in cui, invece, i sintomi insorgano a casa, la famiglia deve contattare il proprio medico-pediatra che stabilisce il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato decidendo, quindi, se sottoporre o meno il bambino a tampone. E, al riguardo, le linee guida specificano quando non è il caso di effettuarlo. I sintomi che sconsigliano il tampone sono simili a quelli indicati per le scuole: raffreddore senza altri sintomi, qualche colpo di tosse senza altri sintomi, febbre che si risolve entro le 48 ore, problemi intestinali lievi, quando ci si è appena sottoposti a vaccini e nel caso di diagnosi certa, clinica o strumentale, che escluda il Covid, come tonsillite streptococcica, otite, ascessi dentari, varicella, infezioni delle vie urinarie ed altro ancora. Criteri, questi, che vengono applicati anche ai Pronto soccorso pediatrico e che possono essere bypassati solo nel caso in cui i sintomi lievi sono correlati a comportamenti a rischio quali partecipazione ad assembramenti o soggiorni in aree a rischio.

In tutti i casi “non Covid”, quindi, il rientro in aula non deve essere accompagnato da certificato di riammissione del medico, ma sarà sufficiente che la famiglia comunichi alla scuola di avere contattato il medico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA