Sindaci uniti: «Intimidazioni  da mafiosi»
Franco Spada, sindaco di Tirano

Sindaci uniti: «Intimidazioni

da mafiosi»

Senza parole i sindaci del mandamento di Tirano di fronte alla notizia che al responsabile dell’area contenzioso dell’Ufficio delle Dogane di Tirano è stata recapitata una busta sigillata contenente tre proiettili calibro 9.

Sono basiti e senza parole i sindaci del mandamento di Tirano di fronte alla notizia che a Stefano Confortola, responsabile dell’area contenzioso dell’Ufficio delle Dogane di Tirano, sia stata recapitata una busta sigillata contenente tre proiettili calibro 9. Un fatto così grave e inaudito nelle nostre zone che i primi cittadini condannano con forza.

«Si tratta di un’intimidazione che, normalmente, si verifica in altre regioni d’Italia – commenta il sindaco di Tirano, Franco Spada -. Confido nell’attività delle forze dell’ordine che dovranno accertare eventuali responsabilità. Spero sia solo un’emulazione di modalità rispetto a una minaccia vera e propria».

Tutte le piste sono aperte, gli inquirenti stanno lavorando sulla base di alcuni sospetti. Fra questi potrebbe esserci un legame con i numerosi contenziosi aperti nell’ambito dei controlli sui serbatoi di carburante dei camion che fanno rifornimento a Livigno.

«Non sta a me giudicare e non ho elementi per farlo – prosegue il sindaco -, ma non c’è nessuna giustificazione fra quello che è un problema reale e attuale di sanzioni applicate ad autotrasportatori ed episodi di questo tipo. In uno stato civile abbiamo tutte le modalità di poter far valere i nostri diritti a prescindere da questi gesti».

Spada prosegue dicendo che «va tenuta alta la guardia contro il rischio che, anche nel nostro territorio, ci siano episodi di infiltrazione mafiosa, perché non ne siamo immuni in Lombardia - aggiunge -. Questo si fa sostenendo l’impresa locale. L’eccessivo libero mercato, anche in termini di affidamento di appalti, crea molti problemi in periodo di crisi. Visto che la legge lo consente, bisogna dunque sostenere l’impresa locale evitando che, in momenti di deficit di liquidità delle imprese, si possano ingenerare fenomeni di inserimento di economia mafiosa. La Valtellina è poco toccata da questo problema, ma le realtà limitrofe sì».

Il sindaco di Lovero e presidente della Comunità montana di Tirano, Annamaria Saligari, ritiene «riprovevoli» queste minacce. «Non riesco neanche a pensare che ci siano sul nostro territorio persone capaci di agire in un modo che sembra più legato a fatti di mafia che non ci appartengono - afferma -. Resto basita di fronte a comportamenti assolutamente ingiustificabili. Io sono contraria a violenze di qualsiasi genere, pure psicologiche. Ricevere una minaccia così diretta a livello psicologico è veramente pesante, penso che una persona non riesca neanche a vivere. Quasi tutti noi sindaci qualche lettera anonima l’abbiamo ricevuta anche con minacce, ma tre proiettili hanno un significato spaventoso. È assurdo che qualcuno possa essere arrivato a questi livelli». Corrado Canali, sindaco di Tovo Sant’Agata, condivide che questo tipo di intimidazioni «mafiose» non facciano parte della nostra «cultura alpina e del nostro modo di vivere civile. Dimostriamo vicinanza a chi ha ricevuto questa lettera che è di una gravità inaudita. Un conto è contestare nei termini legali, un conto mandare minacce che vanno condannate e perseguite». Infine il sindaco di Aprica, Carla Cioccarelli: «Voglio sperare che sia uno scherzo, non posso pensare che si arrivi a questo. Mi sembra un’azione lontana dalla realtà in cui viviamo e operiamo».


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