Sigilli all’ex Falck: «Si faccia piena luce  Torniamo a parlare del futuro dell’area»
Mercoledì sono stati messi i sigilli e l’area è stata sequestrata

Sigilli all’ex Falck: «Si faccia piena luce

Torniamo a parlare del futuro dell’area»

Comitato di cittadini soddisfatto: «Trent’anni e più di inquinamento e speculazioni». Il sindaco Copes: «Che chiudano le indagini in tempi ragionevoli. Ci costituiremo parte civile».

Avevano espresso perplessità per il silenzio calato sull’indagine dopo l’incidente probatorio dello scorso mese di febbraio. Ora i volontari del Comitato Salute Ambiente Lago e Valli sembrano essere decisamente soddisfatti. Durante la giornata di mercoledì i Carabinieri Forestali hanno sottoposto a sequestro probatorio l’ex discarica del Giumello di Samolaco e parte dell’ex stabilimento di Novate Mezzola della ex Falck. Gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Marialina Contaldo contestano a diversi funzionari pubblici di vari enti la certificazione di avvenuta messa in sicurezza permanente, mentre dalle indagini sembra che non sia stata realizzata la barriera idraulica a protezione della falda acquifera e del Fosso di Riva e di conseguenza del vicino lago di Novate Mezzola rispetto al materiale inquinato da cromo. «Siamo molto contenti di constatare l’attuazione dei provvedimenti che indicano un reale interesse da parte delle autorità giudiziarie nel voler andare a fondo alla situazione che da troppi anni incombe sulla Valchiavenna – commentano dal comitato -. La questione merita giusta risoluzione una volta per tutte in primis per la salubrità dei luoghi e la salute delle persone».

In un post “a caldo” sulla pagina Facebook i membri del comitato erano stati più espliciti: «Senza voler cantar vittoria ma rimanendo concentrati sull’unico obbiettivo, osserviamo il costante ed inesorabile indebolirsi del castello di carte costruito in 30 anni ed oltre di inquinamento e di speculazione ai danni della salute e dell’ambiente. Per non parlare degli ultimi cinque anni dove si è dato il meglio per cercare di nascondere sotto il tappeto». Impossibile ieri raggiungere telefonicamente i vertici di Novate Mineraria, società proprietaria delle aree. Qualche parola è arrivata dal sindaco di Novate, Mariuccia Copes: «Per quanto ci riguarda ci aspettiamo che sia fatta piena luce su un procedimento che abbiamo chiesto più volte di riaprire per arrivare a una bonifica non limitata alla messa in sicurezza. Un procedimento che è stato deciso da enti superiori e che, personalmente, quando è stato preso mi ha portato alla rottura rispetto alla maggioranza di cui facevo parte allora (l’amministrazione Manzoni in carica dal 1999 al 2004 ndr). Speriamo che le indagini, per le quali abbiamo presentato atto di significazione di parte offesa, siano chiuse in tempi ragionevoli e che se ci sono responsabilità che vengano alla luce. In quel caso ci costituiremo in giudizio. Ci auguriamo che poi si possa ricominciare anche a discutere del futuro dell’area che sta vivendo una fase di limbo decisamente poco positiva».


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